di Daniele Marzi
È un altro Livorno. Quello visto contro il Campobasso, squadra in salute, è apparso finalmente determinato e pratico sin dalle prime battute di gara. E ai punti, probabilmente, avrebbe meritato di vincere. La grave pecca della gara contro i molisani è stata quella di non aver concretizzato la grande mole di palle gol capitate. Specie nel primo tempo, ma anche nella ripresa, il Livorno si è ritrovato diverse volte (almeno sette le palle gol nitide) a tu per tu con Tantalocchi senza trovare la via del gol.
La classifica, comunque, si è mossa. Formisano, nel dopogara, analizza con equilibrio la partita: «In termini di gestione della palla e di difesa degli spazi – commenta – siamo cresciuti. Abbiamo creato tanto e dominato dal punto di vista del possesso. Siamo stati corti e compatti. Il contrario di quanto fatto contro l’Ascoli. Ogni volta che ci sentiremo più di quello che effettivamente siamo, succederà quel che è successo contro l’Ascoli. Credo che questo concetto i ragazzi lo abbiano capito. Siamo una neopromossa che deve soffrire prima di poter avere altri pensieri. Oggi meritavamo di vincere, ma se non lo abbiamo fatto è evidente che dobbiamo migliorare ancora».
Con la squadra che non segna su azione da oltre 600’, è evidente che l’anello debole, in questo momento, è la fase offensiva: «Dobbiamo fare di più e avere il coraggio di attaccare con tanti uomini in area di rigore, senza paura – ha commentato l’allenatore del Livorno – ci è mancata la zampata. Abbiamo peccato negli ultimi metri ma abbiamo gettato le basi per fare meglio nelle prossime gare».
Mentalmente qualcosa è cambiato, lo si è visto sin dall’inizio. Formisano la vede così: «Un professionista deve dare il meglio quando è sotto pressione. Se l’ambiente ti mette pressione, è il momento di dimostrare di poter fare bene. Abbiamo toccato il fondo e in settimana abbiamo masticato amaro anche nel post Bra. I commenti dopo la vittoria di Sestri Levante sono stati molto negativi. Ma quello che leggiamo ci dà tanta forza e ogni commento negativo ci spinge a fare meglio. È cambiato il modo in cui reagiamo alla pressione. Vogliamo dimostrare di poter stare in questo campionato nonostante tutti dicano che non possiamo starci. Sono arrabbiato e mi dispiace, perché non siamo riusciti a conquistare quello che meritavamo. È evidente che dobbiamo fare ancora qualcosa in più. Nel finale non ci siamo accontentati. Abbiamo pagato il fatto di aver giocato la terza partita in sei giorni».
L’esterno difensivo amaranto Samuele Ghezzi vede il bicchiere mezzo pieno: «Secondo me abbiamo fatto una buonissima partita. Ci teniamo le cose positive, come quella di non aver subito gol per la seconda partita di fila. Certo, c’è un po’ di rammarico per non aver vinto, ma penso che siamo sulla strada giusta».
Luciano Zauri, tecnico del Campobasso, si prende il punto e guarda avanti: «Abbiamo iniziato contratti – ammette l’ex giocatore dell’Atalanta – su questo campo faranno fatica in molti. Potevamo evitare qualche leggerezza che ci ha messo a rischio nella prima parte della gara. Però siamo stati bravi a tenere botta. Lo 0-0, secondo me, è giusto».








