Difesa inesistente, attacco impalpabile, società non pervenuta. E Formisano? Chissà!
La caduta del Livorno continua. Caduta sul campo (a Carpi) caduta anche di stile, visto gli accadimenti dell’ultima settimana (scioperi nel settore giovanile, dimissioni di Stefano Brondi). Insomma: ogni domenica speriamo di toccare il fondo, ma il fondo non arriva mai.
La partita: Formisano (resterà nonostante l’ennesima sconfitta o sarà esonerato?) mischia le carte. Difesa a tre, Bonassi titolare, Gentile largo e destra. Peralta e Marchesi in panchina. Panaioli dietro le punte Dionisi e Di Carmine.
Il Livorno parte benino: Dionisi verticalizza per Di Carmine che da distanza ravvicinata impegna Sorzi. Risponde subito il Carpi con un calcio di punizione di Casarini dai 18 metri. Seghetti para senza problemi. Insistono i padroni di casa. Al 19’ Casarini ci prova dalla distanza: palla alta di una spanna sopra la traversa. Gli Amaranto, però non stanno a guardare. Di Carmine assiste Dionisi che da buona posizione calcia debolmente: Sorzi non ha problemi a neutralizzare. Il Livorno non è troppo coraggioso, ma almeno prova a essere ordinato ed il Carpi è costretto a cercar fortuna dalla distanza. Ci prova – senza fortuna – anche Pitti al 28’. Cinquanta secondi più tardi, però, è il Livorno ad avere una colossale palla gol: cross basso da sinistra di Haveri. All’altezza dell’area di porta arriva Di Carmine che però non trova l’impatto con il pallone: clamoroso. Gol sbagliato, gol subito. Il Capri senza colpo ferire, passa in vantaggio al minuto 39. L’azione pare innocua, ma Casarini dal limite impegna Seghetti che respinge corto e come a Perugia il tap in è degli altri. Per la precisione di Stanzani, immancabilmente al suo primo gol stagionale.
Ripresa: Formisano inserisce Marchesi per l’ammonito Bonassi. Il Livorno generosamente avanza il proprio baricentro. Al 7’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo c’è un presunto tocco di mano di un difensore emiliano. L’arbitro fa proseguire, ma poi il Livorno si gioca la card dell’FVS. Il rigore onestamente pare esserci, ma il signor Recchia di Brindisi comanda un semplice calcio d’angolo per gli Amaranto. Il Livorno però è scoperto e in due passaggi i biancorossi mettono Cortesi in solitudine davanti a Seghetti. Cortesi sbaglia, ma era pure in offside.
Al 18’ Formisano inserisce Cioffi per Dionisi e Peralta per Hamlili. Al 23’ però il Carpi raddoppia. Il film è sempre lo stesso: difesa ferma come pini secolari. Cortesi calcia, Seghetti respinge e mette dentro in tap. Tanto per cambiare. E il muro della vergogna finisce in frantumi. Il Livorno alza la testa con il neo entrato Odjer che dalla distanza impegna Sorzi. Nel finale le squadre sono lunghe e può succedere di tutto, ma il risultato non cambia.
A questo punto la domanda sorge spontanea? La società ha intenzione di fare chiarezza? La società ha intenzione di spiegare ai tifosi che cosa sta succedendo tra scioperi e dimissioni nel settore giovanile, prima squadra che cola a picco, allenatore ancora in sella nonostante un cammino imbarazzante? Oppure si deve andare avanti così facendo esercizio di mancanza di rispetto a tifosi e città? Qui deve cambiare tutto, ma l’unica cosa che non cambia è quella che deve cambiare per prima…i risultati.
Carpi (3-4-2-1): Sorzi; Pitti (93′ Verza), Panelli, Rossini; Cecotti (59′ Rigo), Amayah (59′ Pietra), Figoli, Tcheuna(93′ Lombardi); Cortesi (71′ Sall), Casarini; Stanzani. A disposizione: Scacchetti, Perta, Visani, Rosetti, Toure, Arcopinto, Mahrani, Gerbi. All. Cassani
Livorno (3-5-2): Seghetti; Noce, Monaco, Nwachukwu (80′ Malva); Gentile, Panaioli (73′ Odjer), Hamlili (63′ Biondi), Bonassi (46′ Marchesi), Haveri; Dionisi (63′ Peralta), Di Carmine. A disposizione: Tani, Antoni, Baldi, Calvosa, Ghezzi, Mawete, Marinari, Panattoni, Cioffi. All. Formisano
Arbitro: Recchia di BrindisiReti: 39’ Stanzani, 68’ Cortesi











