Bergamasco, classe ’44, era innamorato di Livorno e della sua tradizione marinaresca
Per il mondo del remo livornese, il primo gennaio non è un bel giorno. Sette anni fa, proprio a Capodanno, mancò Alberto Disgraziata, icona storica del Pontino San Marco e della scia, disciplina nella quale fu campione pressoché imbattibile. Ieri, invece ci ha lasciato Alberto Gavazzeni, critico d’arte, ma soprattutto scritto ed esperto di gare remiere. Bergamasco di nascita, al posto di una vita pedemontana per questioni anagrafiche, Alberto ha scelto il mare. Senza mai tradisce l’accento orobico – sempre più diluito nel toscano, Gavazzeni ha sviluppato con gli anni un vero e proprio amore per il mare ed in particolare per il modo le gare remiere livornesi, il cui sapore sapido descriveva volentieri nei tanti volumi che ha prodotto. Giornalista professionista, iniziò nei giornali della sua Lombardia (Il Giornale di Brescia, La Provincia Pavese, L’Eco di Bergamo) prima di approdare alla Nazione e al Tirreno. Con la madre ha tenuto una Galleria d’Arte che ha ospitato mostre di altissimo profilo (Ligabue, per citare il più noto). Poi però il salmastro è penetrato nei suoi pori. Sono molteplici le pubblicazioni che Gavazzeni ha dedicato alle gare remiere livornesi. Le ultime tre sono una vera e propria trilogia, edita da Eurobudget. Nel 2023 pubblicò ‘Palio’, nel 2024 ‘Barontini’ e la scorsa estate ‘Risicatori’ con la ‘C’ come licenza poetica. Tutte e tre le opere hanno come sottotitolo ‘Storia del remo livornese’ all’interna della quale è possibile trovare aneddoti, curiosità delle tre gare, ma anche della Livorno del passato.
Con Gavazzeni se ne va uno dei cantori delle gare remiere. Nei primi Anni ’90 lavorò a fianco dell’indimenticabile Luciano De Majo. E tanto basta per descrivere lo spessore di Alberto Gavazzeni.
Foto Studio Eurobudget/Andrea Vadacca











