di Giorgio Billeri
DANY BASKET QUARRATA: Angelucci 7, Mongelli 5, Lyvtyn, Blatancic 9, Novori 12, Molteni 7, Regoli 16, Scandiuzzi 4, Mei, Coltro 5, Prenga 3, Tiberti 11. Allenatore Tonfoni.
VERODOL PIELLE LIVORNO: Bonacini 9, Venucci 4, Leonzio 19, Mennella 11, Ebeling 6, Alibegovic 9, Lucarelli 3, Donzelli 3, Gabrovsek 19, Klyuchnyk 4.
Prendiamo il meglio da questo sabato sera. Il ritorno alla vittoria della Pielle, la quota 40 punti, il provvisorio aggancio a Caserta e Roma. Il rientro di Daniel Donzelli, l’armadio che potrà essere un valore aggiunto quando il gioco si farà duro. L’entusiasmo dei 400 romantici arrivati a Pistoia. Il cuore, il carattere. Le fiammate di Leonzio e Mennella, la solidità di Gabrovsek. Ma non è stata ancora una Verodol scintillante: anzi, ha faticato oltremodo contro una squadra modesta, Quarrata, che ci ha messo il doppio dell’energia, ha dominato a rimbalzo, ci ha creduto fino all’inizio del quarto finale.
Viene sempre da chiedersi perché. Perchè la Pielle sembra una Ferrari chiusa in garage. Che romba, con momenti di pura bellezza offensiva e poi d’improvviso si accosta ai lati della strada, il motore in panne, con cali di tensione, tiri avventurosi e palle perse. Perchè soffre così tanto a rimbalzo, concedendo secondi tiri anche a squadre come Quarrata, non certo corrazzate in quanto ad altezza e tonnellaggio. Perchè non impone i diritti di un roster profondissimo con formazioni di livello sensibilmente inferiore. 18-23 al termine del primo quarto, 41-44 all’intervallo lungo, soprattutto grazie alle fiammate di Leonzio e alla concretezza di Gabrovsek e Mennella ma con troppe concessioni ai volonterosi ragazzi di coach Tonfoni.
Partita brutta, sinceramente. Giocata sul filo dei falli, dei tiri liberi, della fisicità. Tanti errori, per lo spettacolo ripassare. Le triple di Mennella e Alibegovic sono una lama di luce in un cielo grigio, e al termine del terzo quarto la Pielle si ricostruisce un tesoretto di otto punti (56-64). Sembra una pratica vidimata con la cerelacca quando Leonzio e Gabrovsek trovano canestri di puro talento, ma Quarrata non molla, rientra a meno sette. Si soffre fino alla sirena, ma stavolta il sabato sera finisce con il brindisi. Se non è champagne, almeno è buon spumante.
LE PAGELLE
6,5 Bonacini: Il Comandante sta tornando, sempre più presente sulla tolda della nave. In attacco trova alcune delle serpentine che lo hanno reso imprenscindibile.
6,5Venucci: La saggezza. Quando l’attacco stenta, affonda il coltello dell’uno contro uno, fattura dalla lunetta. L’età non è un limite, ma una ricchezza.
7,5 Leonzio: Inizio sonnacchioso, poi si stiracchia e impera: otto punti in un amen, nel delirio dei 400 tifosi piellini. Un arsenale infinito di soluzioni offensivi, immarcabile per Quarrata: chiude a 19.
7,5 Mennella: Perchè gioca così poco, si chiede il tifoso medio. Decisivo: mette tre giochi da tre punti in un momento di asfissìa offensiva. Acquisto inestimabile.
6 Lucarelli: Una palla recuperata da mago Silvan, rimbalzi, difesa. Quando tutto si agita attorno a lui, il 99 trova sempre la giocata migliore, per la squadra. Nella ripresa, in debito di ossigeno, cala.
6,5 Ebeling: Post basso, una delizia, mano di seta dai tre metri. In difesa su Tiberti fa il suo e anche di più.
6 Alibegovic: Come Penelope, una tela che meravigliosamente tesse, con conclusioni di pura classe, e subito disfa con ingenuità clamorose, palle perse ed antisportivo evitabile.
7 Gabrovsek: Non è tornato ancora a scintillare, ma il suo peso specifico nell’area pitturata fa collassare la difesa di Tonfoni. 19 punti e l’impressione di onnipotenza.
6 Klyuchnyk: Qualcosa in attacco, ma la consueta, endemica lentezza e qualche fallo evitabile. L’impressione è che i suoi 2,10 potrebbero essere meglio sfruttati, anche dai compagni. Ma è troppo friabile in difesa.
7 Donzelli: Bentornato. Manca il ritmo partita al lungo cremonese, ma in difesa è un armadio difficile da spostare. Difende, copre gli spazi, lotta. Quando troverà la forma, sarà un valore aggiunto. Intanto sta bene, ed è una grande novella. 4 rimbalzi d’oro e due recuperi











