Intevento dell’Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia
In relazione alla vicenda riportata dalla stampa locale, ed in particolare dall’articolo pubblicato
in data 15 marzo 2026, dal titolo “Il comandante Orlando convocato davanti all’Ufficio di
disciplina”, A.N.V.U. – Associazione Professionale della Polizia Locale d’Italia – ritiene
opportuno formulare alcune considerazioni nel rispetto di un approccio istituzionale, equilibrato
e improntato alla massima imparzialità.
Nei mass media si legge che il Comandante della Polizia Municipale avrebbe riferito
all’Amministrazione alcune condotte attribuite ad operatori del Corpo ritenute meritevoli di
approfondimento sotto il profilo disciplinare. Tra queste vengono richiamati comportamenti
quali l’utilizzo del veicolo di servizio per finalità non strettamente connesse all’attività
istituzionale, l’impiego di strumenti di coercizione fisica in assenza di giustificato motivo e
ulteriori irregolarità attinenti allo svolgimento del servizio.
Qualora tali segnalazioni siano state effettivamente formalizzate nell’ambito delle relazioni di
servizio e corrispondessero al vero, nell’esercizio delle funzioni di direzione e vigilanza proprie
dell’incarico ricoperto, esse devono essere ricondotte ai doveri istituzionali che gravano su chi è
chiamato a dirigere un Corpo di Polizia Locale. La segnalazione di fatti ritenuti rilevanti, infatti,
non costituisce un’iniziativa personale nei confronti dei singoli operatori, ma rappresenta uno
strumento ordinario di tutela della legalità amministrativa, del corretto funzionamento
dell’organizzazione e dell’immagine dell’istituzione. Giova ricordare che per il personale della
Polizia Locale sono previste norme in species, piu’ stringenti di quelle che sono previste per il
personale amministrativo, essendo la Polizia Locale una struttura ad ordinamento civile ma ad
organizzazione militare (cfr., tra altre, Consiglio Stato V° Sez. 4663/2000 ; 616/2006;
4605/2012) che mantiene come prius la propria disciplina ad hoc ( cfr. art. 70/2 del D.Lgs.
165/2001).
In tale prospettiva, appare opportuno che l’attenzione rimanga concentrata sull’accertamento
oggettivo dei fatti e sulle eventuali responsabilità connesse alle condotte segnalate. È pertanto
ragionevole credere che, a seguito delle relazioni e delle segnalazioni interne richiamate
dall’articolo, siano state attivate le necessarie verifiche e che l’Ufficio per i Procedimenti
Disciplinari abbia avviato gli opportuni approfondimenti effettuati erga omnes. Il principio di
imparzialità dell’azione amministrativa richiede infatti che tutte le posizioni coinvolte siano
valutate con criteri uniformi e con il medesimo livello di attenzione.
In questo quadro si inserisce il tema del presunto conflitto di interessi attribuito al Comandante.
Alla luce di quanto narrato, non appare ictu oculi, a parere della Scrivente, individuabile una
concreta situazione di incompatibilità o di interferenza con l’interesse pubblico, che si sarebbe
determinata. In particolare, la circostanza che la coniuge del Comandante presti servizio
all’interno del medesimo Comando, per come rappresentata, non sembra di per sé idonea a
integrare sic et simpliciter una situazione di conflitto di interessi, in assenza di elementi ulteriori
e puntualmente circostanziati dai quali desumere una concreta alterazione dell’imparzialità
dell’azione amministrativa, un indebito vantaggio ovvero un’effettiva compromissione
dell’interesse pubblico. A parere della Scrivente, ergo, In mancanza di tali specifici presupposti,
il richiamo alla prefata ipotesi rischia di rimanere sul piano di affermazioni generiche, non
sufficienti a sostenere, sotto il profilo sostanziale, una contestazione dotata di adeguata
chiarezza e consistenza.
Per tali ragioni, A.N.V.U. è convinta che la vicenda sarà esaminata con la necessaria serenità
istituzionale, evitando letture parziali o ricostruzioni che possano prestarsi a interpretazioni
strumentali. Solo un accertamento completo e condotto secondo criteri di trasparenza,
imparzialità e uniformità di giudizio può garantire la piena tutela dell’Istituzione e della grande
maggioranza degli appartenenti alla Polizia Locale che quotidianamente operano nel rispetto
della legge e dei propri doveri d’ufficio e siamo convinti che gli organi preposti lavoreranno in
tal senso, quale organo super partes, svincolati da condizionamenti e preconcetti per la ricerca
della verità.
IL COMMISSARIO REGIONE TOSCANA
Dott. (LM) Luciano Mattarelli









