Anche quest’anno da giovedì 4 giugno a domenica 7 giugno tornano gli appuntamenti del festival Archivissima, dedicato al patrimonio documentario italiano. Nato nel 2018 con l’obiettivo di avvicinare nuovi pubblici al mondo degli archivi, l’evento vede partecipareoltre 500 enti sul panorama nazionale – compresi anche numerosi istituti della provincia di Livorno e della Toscana, che in vario modo hanno declinato il tema di questa edizione, “Quello che non c’è”.
La Rete degli Archivi storici livornesi ha realizzato un video per evocare un territorio che in buona parte scomparso. “Oltre il visibile”, prodotto dagli operatori volontari del servizio civile Samuele di Fabio e Carmen Malvica nel corso del proprio lavoro presso l’Archivio storico del Comune di Livorno, porta gli spettatori in un percorso lungo la costa tirrenica, costellato da opere ingegneristiche e architettoniche spesso andati perduti, ma ancora vivi nei documenti degli istituti aderenti alla Rete.
A Livorno, presso l’Archivio di Stato, il 5 giugno 2026 si terrà inoltre l’incontro “Viaggio nella Livorno del Seicento”: una serata dedicata a esplorare una città scomparsa attraverso la poetica del minuscolo dell’incisore Stefano Della Bella e le immaginivisionarie dell’artista Giovanni Battista Bracelli. Ospiti d’eccezione saranno i soci dell’Accademia degli Avvalorati Alberto Paggini e Massimo Signorini, che guideranno il pubblico alla scoperta di curiosità e racconti nascosti nelle acqueforti seicentesche.
Sul panorama toscano, saranno numerosi gli eventi online e in presenza, tutti elencati nel sito del festival (https://www.archivissima.it/it). Per i podcast, si va dagli audio realizzati dall’Archivio di Stato di Lucca sui fascicoli dell’ex Ospedale Psichiatricodi Maggiano a quelli dell’Archivio di Stato di Siena su storie di dispersioni documentarie, fino alle riflessioni sulla guerra dell’ANMIG di Firenze. Non mancheranno mostre e visite guidate, come quelle dell’Archivio di Stato di Grosseto sulle prime elezionicomunali dopo la caduta del regime fascista, il percorso-laboratorio sull’Alluvione del 1966 organizzato dall’Archivio di Stato di Firenze, o l’esposizione di fotografie della Grotta dei Cervi presso l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, unico modoper esplorare il santuario neolitico pugliese chiuso al pubblico.
Nella sua ricchezza e varietà, Archivissima si conferma insomma una delle principali manifestazioni italiane dedicate agli archivi e alla cultura documentaria, capace di trasformare il patrimonio storico in racconto pubblico attraverso linguaggi innovativi,narrazioni e strumenti digitali.











