In provincia di Livorno si contano 118 imprese giovanili in meno rispetto a un anno fa. Nel secondo
trimestre 2026 le attività a prevalente partecipazione di under 35 registrate in Camera di Commercio sono
2.068, contro le 2.186 dello stesso trimestre del 2025: una diminuzione del 5,4%.
Il dato emerge dalla Dashboard Economia della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e,
secondo Confcommercio Provincia di Livorno, richiama l’attenzione sulla capacità del territorio di favorire
una nuova generazione di imprenditori.
Il fenomeno interessa direttamente anche alcuni dei principali comparti rappresentati dall’associazione.
Considerando commercio, servizi di alloggio e ristorazione e attività immobiliari, le imprese giovanili
registrate in provincia sono passate dalle 910 del secondo trimestre 2025 alle 866 del secondo trimestre
2026. Sono 44 attività in meno in dodici mesi, pari al -4,8%.
«Sono numeri che devono farci riflettere» commenta la presidente di Confcommercio Provincia di Livorno
Francesca Marcucci. Abbiamo bisogno di giovani che scelgano di fare impresa e dobbiamo creare le
condizioni perché questa scelta sia sostenibile. Ma quando parliamo di nuova imprenditorialità pensiamo
quasi sempre a un’attività che nasce da zero. Esiste invece un’altra strada: raccogliere il testimone di
un’impresa che già funziona e darle un futuro».
Per Confcommercio il tema del passaggio generazionale merita quindi maggiore attenzione all’interno
delle politiche di sostegno all’imprenditorialità.
«Un negozio, un pubblico esercizio, una struttura ricettiva o un’agenzia che non trova continuità rischia di
portare con sé, al momento della chiusura, un patrimonio costruito nel tempo: clientela, competenze,
relazioni, avviamento e, in alcuni casi, occupazione».
«Non tutte le attività che arrivano alla fine di un percorso imprenditoriale sono attività senza futuro – fa
notare il direttore generale di Confcom Livorno Federico Pieragnoli -. Talvolta manca semplicemente
qualcuno disposto a raccogliere il testimone. Per un giovane interessato a mettersi in proprio, subentrare
in un’impresa esistente può significare partire con un’esperienza, un mercato e un patrimonio di relazioni
già consolidati. Dobbiamo riuscire a far incontrare chi vuole lasciare un’impresa con chi vuole cominciare a
fare impresa».
Un segnale in questa direzione arriva anche dagli strumenti messi a disposizione dalla Camera di
Commercio della Maremma e del Tirreno. Il Bando a sostegno della creazione d’impresa 2026 riconosce
infatti condizioni più favorevoli alle nuove imprese nate nell’ambito di un passaggio generazionale: in
questi casi il contributo arriva al 70% delle spese ammissibili, rispetto al 60% ordinario, fino a un massimo
di 5.000 euro. Le domande possono essere presentate entro il 10 novembre 2026, salvo chiusura
anticipata per esaurimento delle risorse. Ma per il momento dallo stato di avanzamento del bando sul sito
della CCIAA risultano ancora oltre 47.000 euro disponibili.
«Una misura estremamente positiva» osserva Pieragnoli – che invita gli interessati a sfruttare l’opportunità
contattando gli uffici Confcommercio per consulenza e assistenza allo 05861761060».
«Il contributo economico però è solo una parte della risposta. Il passaggio d’impresa va accompagnato da
accesso al credito, formazione, assistenza e strumenti che facilitino concretamente il subentro».










