In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, l’Archivio di Stato di Livorno propone l’iniziativa “Memorie Ottocentesche. L’Italia risorgimentale di Carlo Morelli e dei fratelli Sgarallino”, che si terrà sabato 26 settembre 2026 alle ore 10.30 pressola sede dell’Istituto, in via Fiume 40, con ingresso da via della Banca 2.
La manifestazione europea, che si tiene ogni anno dal 1991 per promuovere il patrimonio culturale e incoraggiare la partecipazione attiva della cittadinanza, ha quest’anno un tema importante: “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Èun invito – fra gli altri – a riconoscere i beni culturali materiali e immateriali come portatori di memoria, identità e coesione.
In quest’ottica, l’evento di sabato si concentra su un periodo particolare, che vede rafforzarsi un nuovo concetto di Nazione. Ma sarà anche l’occasione per dare spazio a episodi di vita curiosi, noti e meno noti, inseriti in un percorso in cui si andrannoa fondere vicende politiche, sociali e civili. Grazie alla collaborazione con l’Archivio Carlo Morelli e l’Archivio-Museo Sgarallino, l’Ottocento verrà raccontato dal punto di vista di alcuni dei suoi protagonisti – i patrioti che fecero l’Italia, e il medicoche voleva ”fare gli italiani”.
L’incontro sarà quindi un dialogo tra patrimoni documentari differenti, nel quale le fonti dell’Archivio di Stato saranno messe in relazione con due archivi privati, restituendo la ricchezza di sguardi diversi. Accanto alla voce istituzionale, i documenti diCarlo Morelli racconteranno l’impegno civile rivolto verso la salute (anche mentale) e l’igiene, la riforma carceraria, la promozione dell’educazione; le carte e i cimeli di Andrea e Iacopo Sgarallino, armatori livornesi e fra i più cari amici di GiuseppeGaribaldi, evocheranno invece le vicende di chi si spese anima e corpo sui campi di battaglia, nella vita e nell’esilio.
In questo modo, i grandi eventi storici – come i moti del 1848, l’assedio di Livorno, la Guerra di Crimea, la spedizione dei Mille – si innesteranno in un quadro più ampio, fatto di trasformazioni economiche, sociali, culturali in quello che viene ricordatocome “secolo delle ciminiere”. Ma sarà anche un modo per parlare del ruolo degli archivi e della loro funzione come fonti di conoscenza storica e di identità.
Il dialogo vedrà la partecipazione di Roberto Diddi, custode dell’Archivio Carlo Morelli, e di Michela Sgarallino, proprietaria dell’Archivio-Museo Sgarallino, insieme a Erik Boni e Marianna Volpin per l’Archivio di Stato di Livorno.
Al termine dell’incontro, ad ingresso libero, sarà possibile partecipare a una visita dei depositi dell’istituto, alla scoperta del patrimonio documentario qui conservato.











