Non è una gara in cui conta arrivare per primi. È una sfida di precisione, concentrazione e
sensibilità, nella quale ogni secondo ha il suo peso e il cronometro diventa un avversario da
conoscere, più che da battere. È questo lo spirito del 16° Trofeo Miramare – 5° Memorial
Roberto Volpi, la manifestazione di regolarità per auto storiche che domenica 11 ottobre porterà
sulle strade tra le province di Livorno e Pisa 52 vetture, con partenza dal Villaggio Camping
Miramare, in via del Littorale 220, alle ore 9.
Organizzata dal club Quattro Mori Auto e Moto Storiche Livorno, la gara è ormai un
appuntamento consolidato per gli appassionati di automobilismo d’epoca. Le iscrizioni hanno
raggiunto il tutto esaurito, con equipaggi provenienti da numerose realtà toscane e da altre regioni
italiane. Il rientro delle vetture al Miramare è previsto a partire dalle 13.30, mentre sabato 10
ottobre, dalle 15.30 alle 19, si svolgeranno le verifiche tecniche e documentali.
La regolarità: una sfida contro il cronometro, non contro gli avversari
Ma che cosa significa partecipare a una gara di regolarità? A differenza delle competizioni di
velocità, qui non basta spingere sull’acceleratore. Gli equipaggi devono percorrere un itinerario
prestabilito rispettando tempi di passaggio molto precisi, affrontando una serie di prove
cronometrate nelle quali contano la costanza, la coordinazione tra pilota e navigatore e la capacità di
mantenere il ritmo richiesto.
L’obiettivo è avvicinarsi il più possibile ai tempi stabiliti dalla tabella di marcia, evitando anticipi e
ritardi. Anche pochi centesimi di secondo possono fare la differenza nella classifica finale. Una
disciplina in cui la conoscenza della vettura, l’esperienza e la precisione diventano decisive, e dove
la vittoria nasce dall’equilibrio tra uomo, macchina e strada.
Il percorso di oltre cento chilometri attraverserà alcuni suggestivi tratti dell’entroterra livornese e
pisano, passando, tra gli altri, da Collesalvetti, Pieve di Santa Luce, Ponsacco, Colognole e
Nibbiaia. Sono previste ben 62 prove cronometrate, con rilevamenti a cura della FICR.
Il ricordo di Roberto Volpi passa di generazione in generazione
Il Trofeo porta il nome di Roberto Volpi, imprenditore, appassionato di motori e rallysta scomparso
nel maggio 2020, che ideò e volle la manifestazione. Nel corso della sua carriera aveva partecipato,
tra le altre competizioni, al Rally dell’Isola d’Elba, alla Coppa Liburna, al Granducato Challenge e
alla rievocazione del Circuito dell’Ardenza.
Il suo ricordo sarà particolarmente significativo anche in questa edizione. Tra le 52 vetture iscritte
figura la sua Fiat 508 Spider Sport Balilla “Coppa d’oro” del 1934, la più anziana partecipante alla
gara, che sarà condotta dalla figlia e dalla nipote di Volpi. Una vettura dal fascino senza tempo, nata
come interpretazione sportiva della celebre Fiat 508 Balilla, l’utilitaria che negli anni Trentaconquistò il pubblico italiano. Nella raffinata versione Spider Sport “Coppa d’Oro”, carrozzata dalla
Ghia e disegnata dal conte Mario Revelli de Beaumont, seppe distinguersi per eleganza e carattere
sportivo, trovando spazio anche nelle competizioni su strada come la Mille Miglia e il Bol d’Or in
Francia. Oggi è un modello raro e particolarmente apprezzato dai collezionisti, capace di raccontare
una pagina significativa della storia automobilistica italiana.
Accanto alla Balilla non mancheranno altri modelli che hanno segnato la storia dell’automobile:
dall’Austin-Healey BJ8 del 1963 alla Lancia Fulvia Coupé HF del 1966, protagonista dei rally tra
gli anni Sessanta e Settanta, fino alla Fiat X1/9 del 1974, caratterizzata dalla sua inconfondibile
linea a cuneo disegnata da Marcello Gandini per Bertone.
Le vetture saranno suddivise nelle categorie Post Vintage, Post Classic, Modern, Youngtimer e
Open.
Un trofeo che racconta il tempo anche attraverso l’arte
Oltre ai riconoscimenti destinati ai vincitori delle singole categorie, il premio principale del Trofeo
Miramare sarà ancora una volta un’opera unica realizzata dall’artista Mario Manago Pini, che da
tre anni crea appositamente un pezzo originale per la manifestazione.
Il tema scelto per il 2026 è “Un dialogo intimo con il tempo”. L’opera prende forma attraverso il
modellino di una cabriolet degli anni Sessanta, scelta per evocare il rapporto diretto tra il motore, la
strada, l’ambiente circostante e il battito del cuore di chi guida.
«Non vince chi arriva prima, ma chi sa far coincidere perfettamente il proprio battito con quello
della macchina e della strada»: è questa l’idea che accompagna il progetto artistico. Nella regolarità,
infatti, esperienza, determinazione e precisione quasi chirurgica devono riuscire a governare i
secondi, trasformando la misurazione del tempo in una forma di sintonia. Una tensione complice tra
pilota e strumenti di bordo, nella quale la tecnica incontra l’istinto e la sensibilità.
Il modellino della cabriolet richiama proprio questa sensazione: viaggiare con il motore a cielo
aperto, ascoltare il suono della vettura e percepire ciò che la circonda, fino a sentire un’unica
pulsazione tra macchina, strada e persona.
Il sostegno del territorio
La manifestazione si svolge grazie anche al contributo delle realtà che ne sostengono
l’organizzazione e lo svolgimento. Tra queste, il Villaggio Camping Miramare, che ospita l’evento
e rappresenta il punto di partenza e di arrivo della gara; La Francerie, realtà online specializzata
nella vendita di prodotti gastronomici francesi, che sostiene il progetto contribuendo alla
valorizzazione dell’iniziativa.; e Scapigliato, che mette a disposizione uno spazio per lo
svolgimento di alcune prove cronometrate.
Il Trofeo è inserito nel Calendario ASI – Trofeo Formula Crono ASI e si avvale del patrocinio dei
Comuni di Rosignano Marittimo e Santa Luce.
Vi aspettiamo quindi alla partenza Domenica 11 Ottobre. Non sarà soltanto una competizione tra
auto di epoche diverse, ma anche un incontro tra memoria, territorio e passione. Perché le vetture
storiche custodiscono il fascino di un’altra epoca, ma è il legame tra le persone, le loro storie e il
tempo a renderle ancora capaci di emozionare.











