di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Venucci 7, Leonzio 28, Gallo 7, Tassinari 9, Traini 6, Ebeling, Graziani 2, Donzelli 6, Gabrovsek 17, Tortù 11.
SOLBAT PIOMBINO: Meluzzi 15, Raivio 14, Gatto 13, Mehmedoviq 2, Menconi 3, Moffa 15, Pedroni, Iacopini, Pipitone, Virant, Abba 2, Ferraresi 2.
Nuovo cinema Pielle. Popcorn alla mano, buio in sala, e i tremila del Palamacchia si godono un film capolavoro. Uno di quegli action che ti fanno sussultare, ti tengono avvinghiato alla poltrona, gli occhi incollati allo schermo. Uno spettacolo, la Verodol. Squadra nata per correre, per attaccare, per fare un punto in più dell’avversario. Piombino, con incosciente coraggio, sfida la squadra di Turchetto sul proprio terreno: il corri e tira. Finchè gli Dei del basket strizzano l’occhio ai piombinesi, la partita fila in equilibrio, perché la Solbat non sbaglia mai da tre punti. Ma quando le percentuali ospiti calano, e la Pielle stringe i bulloni in difesa, apriti cielo. Gli attori iniziano a recitare, e che film viene fuori. Leonzio, fellinianamente, dirige il coro: 15 punti senza errori in un tempo. Ma Gallo trova i suoi pertugi in penetrazione, Tassinari inizia a scoprire il feeling con le triple, Traini la mette da casa sua, Gabrovesk e Tortù fanno a brandelli i lunghi dell’altro Venucci, fratello di Mattia sulla panchina piombinese. Un film che avvince, un secondo quarto da 32-11 che è un inno alla pallacanestro liquida e scintillante che Turchetto chiede: 58-37 all’intervallo lungo, punteggio all’americana e percentuali da favola.
La Pielle torna dagli spogliatoi un poco molle, qualche errore di superficialità e la Solbat torna a meno 13 con un parziale che obbliga Turchetto al time out. Ma c’è Tassinari a curare le ferite: tripla sontuosa e la Verodol chiude un terzo tempino non all’altezza del film sul 71-54. Il resto è una dolce discesa, un festoso sfumare verso i titoli di coda. La gente sciama felice: popcorn, emozione e grande cinema.
LE PAGELLE
VENUCCI 7. Cuore spaccato in due, con il fratello sulla panchina avversaria. Sarà per questo che tira poco, ma un paio di assist fanno bene agli occhi e al cuore. Mette una tripla proprio sotto gli occhi del familiare, che se lo aspettava…
LEONZIO 8. Un primo tempo da Federico Fellini, a dare i ciak e guidare gli attori. 15 punti in un baleno, una di quelle serate in cui lo fermi soltanto con un posto di blocco. Rifiata nella ripresa, ma chiude con 28 punti. Showtime.
GALLO 7: Stavolta non servono gli effetti speciali. Ma un paio di giocate appartengomo a Hollywood, non a Cinecittà.
TRAINI 7: Attore istintivo, da scena che ti spiazza. Le sue triple da lontanissimo sembrano senza senso, ma un senso ce l’hanno: ciuff.
TASSINARI 7,5: Gioca a basket con le viscere, con l’intuito. A volte presume troppo, ma quando si alza da oltre l’arco i suoi polpastrelli di seta recipitano la palla nell’inevitabile retina. La sua tripla toglie l’ansia dal Palamacchia quando Piombino sogna di rientrare.
GRAZIANI 6,5: Difesa su Raivio, ottima. Un paio di palle perse, ma anche un canestro importante.
EBELING 6,5: Bentornato all’hombre vertical. Non ancora al top dopo l’infortunio, ma era logico. Mette minuti nel motore.
GABROVSEK 7,5: Piombino non lo può marcare, lo sloveno è il killer dagli occhi di ghiaccio che nel film non manca mai. 17 punti quasi in silenzio.
TORTU’ 6,5: Bagliori e qualche rilassatezza, ma sotto canestro è un fattore. Crescerà.
DONZELLI 7: In una squadra filosoficamente senza un cinque, il cinque lo deve interpretare lui. Magistrale interpretazione; difesa, rimbalzi, presenza fisica e scenica.











