Un 29enne picchiato con una mazza da baseball, accoltellato e intossicato con spray al peperoncino nella notte tra il 16 e il 17 luglio. La Squadra Mobile ferma tre giovani tra i 20 e i 26 anni
Una vera e propria violenza esplosa nella notte tra il 16 e il 17 luglio scorsi nei pressi della Terrazza Mascagni. La Polizia di Stato ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere — disposte dal Gip del Tribunale di Livorno su richiesta della locale Procura — nei confronti di tre giovani di età compresa tra i 20 e i 26 anni, ritenuti responsabili di un’aggressione ai danni di un connazionale di 29 anni.
I fatti sono avvenuti intorno alle 3 del mattino. La vittima è stata avvicinata vicino alla Terrazza Mascagni da un gruppo di cinque ragazzi. Sotto la minaccia di una mazza da baseball, la gang ha preteso la consegna della collana del 29enne. Al suo rifiuto, uno dei giovani gli ha strappato il gioiello dal collo; a quel punto la vittima ha reagito spintonando l’aggressore ed è fuggita per cercare riparo all’interno di un parcheggio nei pressi del viale Italia.
Lì, però, il giovane è stato raggiunto dal gruppo e picchiato ferocemente. Un aggressore lo ha colpito alla nuca con una bottiglia di vetro, mentre un altro lo ha percosso ripetutamente alle gambe e alla testa con la mazza da baseball, infine il terzo gli ha spruzzato spray al peperoncino negli occhi.
Mentre il giovane si trovava a terra, ricoperto di calci e pugni, è stato anche ferito di striscio alla coscia destra con un coltello. Prima di fuggire, gli aggressori gli hanno sottratto anche il cellulare e il portafoglio.
Soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale, il 29enne ha riportato la frattura di due costole, uno pneumotorace, oltre a numerose ecchimosi ed escoriazioni. È rimasto ricoverato per circa una settimana, con una prognosi complessiva di 30 giorni.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Livorno, avviate subito dopo la denuncia della vittima, hanno permesso di ricostruire nei dettagli la dinamica della vicenda. Determinanti sono stati gli impianti di videosorveglianza cittadina, che hanno ripreso la banda sia all’arrivo sia durante la fuga, e le testimonianze raccolte.
Sul luogo del delitto gli agenti hanno inoltre rinvenuto la mazza da baseball usata nel pestaggio. Decisivo, infine, il riconoscimento fotografico da parte del 29enne, che ha permesso di identificare tre dei cinque responsabili. Per i tre giovani sono scattate le accuse, a vario titolo e in concorso, di furto aggravato, rapina aggravata e lesioni personali aggravate.











