di Daniele Marzi
Il progetto dei fratelli Bandecchi punta a rendere possibile l’allenamento al foil in un ambiente controllato. Tra i destinatari parchi divertimento e acquatici, navi da crociera, scuole e centri sportivi
La tavola si alza, si stacca dalla superficie e sembra volare sull’acqua. Chi pratica foil conosce bene quella sensazione, così come le ore necessarie per imparare a governarla. Equilibrio, sensibilità, controllo: tutto passa dall’allenamento, spesso condizionato dal vento, dal mare e dalla possibilità di raggiungere lo spot giusto. Da qui parte FOIL.IN, il progetto della livornese Hydrofoil Simulator che punta a portare questa esperienza dentro una struttura dedicata. L’idea è nata da Nicola Bandecchi, ingegnere meccanico e appassionato surfista. Il fratello Gabriele l’ha raccolta e, mettendo a frutto i propri studi di architettura, ha contribuito a darle una prima forma progettuale. Da una bozza è cominciato un percorso fatto di studi, investimenti e lavoro, condiviso con altri soci, per arrivare a un simulatore capace di riprodurre le condizioni del foil e che ha già ottenuto tre brevetti: negli Usa, in Europa e in Italia.




A consentire alla tavola di sollevarsi è un’appendice immersa: il flusso dell’acqua sulle sue superfici genera la portanza che sostiene tavola e atleta. FOIL.IN lavora su questo principio, con l’obiettivo di ricrearlo in un ambiente nel quale il flusso possa essere regolato. Chi si allena avrebbe così la possibilità di ripetere l’esercizio in condizioni controllate, concentrandosi sulla posizione del corpo e sulla gestione dell’equilibrio. Variando l’intensità della corrente e la configurazione dell’attrezzatura – tavola, piantone e appendici – il sistema è pensato per adattarsi alle esigenze delle diverse discipline, dal surf foil al kite foil, fino a wing, windsurf e SUP. La prospettiva è offrire nella stessa struttura uno strumento per avvicinarsi alla pratica e perfezionare la tecnica. Un primo riconoscimento era arrivato nel 2023, quando Hydrofoil Simulator vinse l’edizione livornese del Premio Cambiamenti CNA, dedicato alle giovani imprese innovative. Quel risultato aveva acceso i riflettori su un’iniziativa nata dalla passione per il mare e già orientata a trovare applicazioni oltre il circuito degli appassionati.
Ora il progetto si è affacciato anche negli Stati Uniti. La società ha partecipato a San Francisco al programma Sport Tech di INNOVIT, l’Italian Innovation and Culture Hub, insieme a un gruppo di quindici startup italiane. Un passaggio che ha permesso ai fondatori di confrontarsi con mentor, imprenditori e potenziali investitori della Silicon Valley. Gabriele Bandecchi, ad e cofondatore, ha raccontato il valore di quegli incontri, esprimendo anche l’auspicio di trovare in Italia investitori disposti a sostenere lo sviluppo del simulatore. Il lavoro sul prodotto prosegue. Secondo quanto comunica l’azienda, il primo prototipo è nella fase finale di ingegnerizzazione: sono in corso la validazione del sistema e la calibrazione delle prestazioni, in vista delle prime installazioni commerciali.
Fra i principali destinatari ci sono parchi divertimento, parchi acquatici e navi da crociera. È soprattutto a questi settori che FOIL.IN guarda per portare il foil a un pubblico più ampio: un’attrazione sportiva da inserire nei percorsi dei parchi o fra le attività proposte ai passeggeri a bordo. La possibilità di provare una disciplina nuova diventerebbe così parte dell’esperienza di una giornata di svago o di una vacanza.
Accanto all’intrattenimento resta centrale l’allenamento. Per le scuole di kite e foil e per i centri sportivi, il simulatore potrebbe offrire uno strumento con cui organizzare lezioni ed esercitazioni con maggiore continuità, riducendo la dipendenza dalle condizioni naturali. Completano i possibili sbocchi gli hotel e i resort di lusso, interessati ad arricchire l’offerta per i propri ospiti. La prossima tappa sarà portare il simulatore dalle prove all’utilizzo nelle strutture. È lì che il progetto nato a Livorno dovrà dimostrare le proprie potenzialità, mettendo sulla tavola chi vuole imparare a volare sull’acqua.











