Riportiamo qui di seguito la lettera aperta all’Assessore ai Servizi Sociali a firma Comitato ATTAC LIVORNO
“Buongiorno, siamo a richiedere il Suo supporto per risolvere una problematica che si manifesta a Livorno da molto tempo.
Le associazioni e realtà collettive firmatarie di questa richiesta condividono un impegno costante volto a fornire alla cittadinanza elementi di conoscenza e di riflessione in merito a vari ambiti di interesse.
Come a Lei sicuramente noto, le tematiche che affrontiamo continuativamente sono vaste e approfondite, comprendendo aspetti di ordine sia internazionale (la solidarietà con i popoli in lotta contro i regimi totalitari, in Palestina e in altre parti del mondo, la deriva bellicista europea ecc.) che strettamente collegati alla vivibilità della nostra città (consumo di suolo, inquinamento, utilizzo dei beni comuni, urbanistica, diritti dell’abitare, sanità, impoverimento economico, sociale e culturale, rischi e fragilità occupazionale ecc.).
Si tratta di un’azione di sensibilizzazione che riteniamo preziosa per la città tutta, ma che richiede strumenti ulteriori rispetto a quelli attualmente a nostra disposizione. A cominciare da spazi fisici adeguati dove ospitare incontri, assemblee aperte, presentazioni, proiezioni, spettacoli/performance/concerti, e quant’altro possa servire a garantire una partecipazione reale e alternativa rispetto al limitato e limitante confronto virtuale tramite gli strumenti digitali.
Ciascuna delle nostre realtà incontra sistematicamente grandi difficoltà a servirsi degli spazi esistenti in questa città. Troppo spesso siamo costretti a ricorrere ad ambienti e circoli privati, di regola angusti e in ogni caso da richiedere di volta in volta, incontrando ostacoli sia in termini di disponibilità che di oneri economici (come a Lei noto, le risorse delle nostre organizzazioni derivano unicamente dalla contribuzione dei soci e dei volontari).
Da troppo tempo si è parlato della creazione di un Urban Center, mai realizzato, né, ci risulta, programmato in tempi ragionevoli. Questa esigenza di partecipazione fisica emerge continuamente anche da parte dei cittadini e delle cittadine che riescono a intervenire alle nostre iniziative.
Abbiamo sempre più la necessità di disporre di un ambiente in modalità stabile e indipendente, in modo da poter dare continuità alle tante iniziative che abbiamo intenzione di realizzare, anche avuto conto del probabile aggravamento delle situazioni sociali ed ambientali a livello internazionale e locale.
Il Comune di Livorno (e quindi tutti e tutte noi residenti) è proprietario di una serie considerevole di asset immobiliari, come da database recentemente messi a disposizione. In questo contesto si colloca la recentissima richiesta da parte dell’Amministrazione di ricevere manifestazioni di interesse (da formulare entro il 16 febbraio) per l’acquisto o la locazione/valorizzazione di beni immobili di sua proprietà.
Riteniamo che tale iniziativa possa rappresentare un’occasione importante, a condizione che sia inserita in una visione complessiva di valorizzazione del patrimonio pubblico orientata prioritariamente alla funzione sociale e culturale degli immobili e al rafforzamento delle comunità locali.
Riteniamo inoltre che ogni processo di valorizzazione del patrimonio pubblico non possa essere letto in termini di attrazione di capitali economici o di produttività commerciale, ma debba fondarsi sul capitale umano e sociale dei territori. Associazioni, reti informali e cittadinanza attiva rappresentano una risorsa imprescindibile affinché tali spazi diventino luoghi vivi, inclusivi e capaci di generare partecipazione, confronto e coesione sociale nel tempo.
In assenza di un reale coinvolgimento delle comunità locali, gli immobili rischiano di rimanere meri contenitori, privi di quella funzione pubblica che ne giustifica il mantenimento nella piena disponibilità collettiva.
Alla luce della progressiva riduzione di spazi non commerciali destinati all’incontro, al confronto e alla vita sociale, e del contesto nazionale e globale particolarmente complesso e allarmante, crediamo sia necessario incentivare la partecipazione, l’aggregazione, la costruzione di legami e di spazi di riflessione. Per queste ragioni ci interroghiamo sull’opportunità di destinare parte del patrimonio immobiliare pubblico a usi collettivi e sociali: luoghi di incontro e confronto aperti ai quartieri, case di rione, spazi per attività culturali, sociali e di cittadinanza attiva.
In questa prospettiva, prima di procedere alla dismissione o all’alienazione di tali beni, appare fondamentale aprire un confronto sul loro possibile utilizzo pubblico, orientato a restituirli alla comunità attraverso modalità di accesso realmente inclusive, anche mediante forme di fruizione gratuita o a canone sociale.
Per tali ragioni, e considerata la natura collettiva delle realtà firmatarie, Le chiediamo un incontro per approfondire il tema e valutare insieme possibili percorsi che consentano di rispondere in modo strutturale e condiviso ai bisogni sociali e culturali della città.
Siamo certi della Sua sensibilità, sia per la carica che ricopre, sia in relazione all’art. 2 della Costituzione, secondo il quale “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
Restando in attesa di un Suo cortese e tempestivo riscontro, ringraziamo anticipatamente della collaborazione e porgiamo i migliori saluti”
Associazione Culturale Livorno Palestina Associazione Livorno Porto Pulito Associazione MO-WAN
Associazione Vedette per l’Ambiente Associazione Vivi Centro Livorno Comitato Alluvionati Livorno
Comitato ATTAC Livorno
Comitato Pontino S. Marco Osservatorio Trasformazioni Urbane











