Igor, L’eroe romantico del calcio, diretto da Luca Dal Canto, arriva al cinema Teatro 4 Mori questa sera alle 20.30. Un viaggio nella carriera di un attaccante capace di lasciare un segno profondo ovunque abbia giocato.
Nel calcio moderno, fatto di algoritmi e bandiere che sventolano solo a favore di vento, la storia di Igor Protti brilla come un ritorno alle origini. Il film Igor – L’eroe romantico del calcio, mette al centro del campo non solo un atleta, ma un percorso umano e professionale che ha attraversato l’Italia, lasciando un segno indelebile tra gli anni novanta e i primi duemila.
La carriera di Protti non è stata una scalata verso i club più blasonati per collezionare trofei, ma una ricerca costante di appartenenza. Dalle prime reti che hanno infiammato il San Nicola di Bari all’approdo nella capitale con la maglia della Lazio, ogni tappa ha aggiunto un tassello al mosaico di un calciatore atipico.Protti ha saputo calarsi in realtà differenti — come Messina e Napoli — portando ovunque la stessa dedizione e lo stesso rispetto per la maglia. È però il ritorno a Livorno a sancire definitivamente il suo status di leggenda: un legame viscerale con il territorio e i tifosi che va oltre il semplice dato sportivo.
Il dato che eleva Igor Protti nell’olimpo del calcio italiano è un’impresa statistica che rasenta l’impossibile. È stato l’unico giocatore in grado di conquistare il titolo di capocannoniere nelle tre principali categorie professionistiche, A B e C.
L’aspetto più incredibile della sua carriera risiede nella sua capacità realizzativa indipendente dalle fortune collettive. Protti è stato capace di vincere la classifica marcatori della Serie A anche in un’annata amara conclusasi con la retrocessione del Bari.
Essere un “eroe romantico” significa aver scelto la via più difficile: quella della fedeltà ai propri valori e alle piazze che lo hanno amato. Il film non celebra solo i gol, ma la figura di un uomo che ha saputo farsi rispettare in ogni contesto, unendo l’Italia calcistica sotto il segno del gol e della lealtà.
In un’epoca di calcio globale, la storia di Igor Protti ci ricorda che, a volte, la vera vittoria è lasciare un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi.











