Livorno si è svegliata nel silenzio, quello pesante di una città che ha perso uno dei suoi figli. Nico Ulivieri, 30 anni, non era solo un pilota del porto: era il simbolo di chi ce l’aveva fatta, di chi aveva trasformato una passione viscerale per il mare in una carriera d’eccellenza grazie a anni di studio e sacrifici.
Il destino, però, ha deciso di spezzare il suo volo proprio nel momento di massima felicità. Nico, sposato da poco più di un anno, stava per diventare padre. Un traguardo che avrebbe coronato una vita fatta di dedizione e sani valori, ereditati da una famiglia stimata e forgiati sui campi di basket del Don Bosco.
La dinamica del dramma
L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, martedì 24 febbraio, a circa mezzo miglio dall’imbocco del porto. Nico era al comando della sua pilotina, impegnato nelle manovre di routine dopo il trasbordo di un collega.
L’impatto: Per cause ancora in corso di accertamento, si è verificata una violenta collisione con lo yacht Calypso.
Il ribaltamento: A seguito dello scontro, l’imbarcazione si è capovolta rapidamente.
L’epilogo: Nico sarebbe rimasto intrappolato all’interno dello scafo, senza possibilità di scampo.
Le indagini in corso
La Procura di Livorno, insieme alla Capitaneria di Porto, ha aperto un’inchiesta per ricostruire l’esatta catena di eventi che ha portato alla tragedia. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza dell’area portuale, che potrebbero aver ripreso i momenti fatali dell’impatto e chiarire eventuali responsabilità o guasti tecnici.










