L’ufficio stampa di Potere al Popolo ha rilasciato un comunicato stampa riguardante la rissa avvenuta in Via Buontalenti alcuni giorni fa. In questo modo il partito vorrebbe proporre un’analisi seria, priva di allarmismi. Dopo queste giornate, in cui ovviamente l’evento è stato il fulcro del dibattito cittadino, Potere al Popolo vorrebbe andare oltre le reazioni “di pancia”.
Il comunicato mette fin da subito un punto fermo: quanto è accaduto è un fatto molto grave, che ha scatenato la paura fra i residenti e che quindi può essere solo condannato. Detto questo, il partito inizia un’analisi divisa in vari punti ed aspetti riguardanti la rissa e questi sono i suoi contenuti principali:
Le riprese video della rissa
Gli episodi di violenza locale stanno iniziando a sbarcare sui social anche a Livorno, una cosa a cui molti cittadini non sono abituati. Nella nostra città infatti, vedere immagini di risse preorganizzate che si scatenano in strada è un evento piuttosto raro, una novità per i livornesi. Altrettanto nuovo è il fatto che questi video iniziano a spargersi a macchia d’olio, facendo diventare una rissa una sottospecie di reality da social. A Livorno i litigi di per sé non sono certamente una cosa mai vista, ma la modalità con cui i cittadini li venivano a conoscere erano completamente diverse fino ad ora. Un video provoca un effetto certamente diverso dal leggere la stessa notizia sulla carta stampata di un giornale.
Le modalità ed i motivi
Per chiunque abbia visto le immagini è chiaro che la rissa si è scatenata come una vera e propria “spedizione punitiva”. Per questo l’episodio andrebbe considerato singolarmente, come una faccenda “interna” che mirava a colpire persone ben precise e non i passanti casuali , anche se questi hanno ovviamente avuto paura assistendo alla scena. Questo effetto è stato poi certamente moltiplicato dalla diffusione dei video.
Per quanto riguarda i motivi della rissa Potere al Popolo afferma che non sta certo ai suoi membri il compito di cercarli e trovarli, ma alle forze dell’ordine che avranno certamente i mezzi necessari a capire l’origine di questa “vendetta”.
La fragilità sociale di alcune zone cittadine
Durante il dibattito degli scorsi giorni sulla rissa e le sue conseguenze sono stati messi in mezzo anche la zona di Piazza Garibaldi ed il quartiere Sant’Andrea. Questo si trova in un’altra zona rispetto a dove è avvenuta la rissa, per questo il partito ritiene forzato questo tentativo di “trasporre” il problema.
Potere al Popolo sostiene l’idea di effettuare più controlli in queste zone, ma si riferisce a controlli sugli affitti in nero, sul sovraffollamento delle case affittate a prezzi molto alti. Su questa situazione ha anche influito la chiusura di molti esercizi commerciali in queste zone, che non reggono il confronto coi numerosi supermercati.
Si dovrebbe inoltre considerare tutta la situazione insieme al suo contesto socio economico. A Livorno la situazione occupazionale è molto fragile e molti in questi mesi hanno perso il proprio posto di lavoro. A queste difficoltà si aggiungono quelle portate dal Covid, sia a livello economico che emotivo, specialmente fra giovani ed anziani. Spesso poi, la fragilità emotiva può portare a cercare una via d’uscita sbagliata, attraverso le droghe che portano inevitabilmente ad episodi di illegalità. Anche per questo motivo Potere al Popolo reclama l’importanza di legalizzare al più presto le droghe leggere, per non lasciare che questo terreno alla criminalità organizzata.
Lo sciacallaggio politico e mediatico sulla rissa
Questo, dice il comunicato, è forse l’aspetto più triste della vicenda. In molti infatti si sarebbero avventati sulla vicenda per cercare di ottenere qualcosa, ma senza avere effettivamente in mano una risposta al problema. Poi prosegue, illustrando come la rissa ed il “regolamento di conti” sarebbero potuti effettivamente avvenire in qualsiasi zona della città. Ecco un estratto:
“…questo è bene capirlo relativamente a questo singolo episodio: una spedizione del genere poteva avvenire in qualsiasi parte della città, era solo da scegliere quando e dove colpire il bersaglio. Abbiamo poi letto sulla stampa narrazioni fin troppo colorite e allarmiste, la cosa più curiosa forse è il richiamo alle leggi livornine e al presunto paradiso fantastico della Livorno dal 1600 in poi. Forse se si studiasse un po’ di più la storia senza lasciarci prendere dal mito, si scoprirebbe che quella “Città delle nazioni” era comunque una città molto violenta, dove sì c’era stata una sorta di amnistia con le Leggi livornine, ma la criminalità e la violenza erano all’ordine del giorno.
Estratto dal comunicato stampa di Potere al Popolo
Che fare quindi?
Il comunicato si conclude esprimendo l’impossibilità di trovare una soluzione unica, anche perché l’episodio della rissa è stato per l’appunto singolo e fa storia a sé. La condanna alle azioni rimane comunque valida ma la priorità in questo momento deve essere quella di garantire nuova serenità ai cittadini. Infine ecco le ultime parole del comunicato:
“Per ultimo crediamo che tutte le forze politiche e la stampa cittadina, dovrebbero stare attente alle azioni, ai termini e alle parole che usano per il solo scopo di insinuare paura e allarme sociale a volte utile solo per strappare qualche voto o qualche copia di giornale o di click in più, in cambio di una diffusione di paura e sensazione di pericolo che non può che recare danno a tutte le persone che si vedono aggiungere problemi a una vita che già oggi è difficile di per sé per i problemi che già tutti noi abbiamo.”