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Home Politica

Potere al Popolo contro la decisione del Governo di costruire un nuovo hotspot a Livorno

Simona Poggianti di Simona Poggianti
22 Marzo, 2026
assemblea cittadina

“Comunicato stampa“

“Per applicare il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che da giugno 2026 entrerà in vigore blindando ulteriormente le frontiere dell’Unione Europea, il governo ha deciso di aprire anche a Livorno un centro hotspot per richiedenti asilo.

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In questa struttura le persone appena arrivate in Italia, magari salvate come naufraghe nel Mediterraneo, saranno non solo identificate ma anche “trattenute” fino a tre mesi.

Un termine burocratico che maschera la realtà di detenzione e privazione della libertà, a cui saranno sottoposte le persone richiedenti asilo secondo le nuove norme che entreranno in vigore nei prossimi mesi.Secondo la riforma europea che il governo si prepara ad applicare con un nuovo disegno di legge approvato lo scorso 11 febbraio, anticipato in alcuni aspetti già dal decreto Cutro, i richiedenti asilo, in base ad uno screening in frontiera, potranno essere destinati ad una “procedura accelerata”.

Questa procedura sarà imposta a chi presenta una domanda di asilo considerata “infondata” o a richiedenti asilo provenienti da paesi che hanno un tasso di accettazione delle richieste di asilo per i propri cittadini inferiore al 20%. Un criterio che comprenderebbe anche persone provenienti da Nigeria, Somalia, Sierra Leone.

La procedura accelerata prevede la permanenza in una struttura di detenzione di “frontiera”, allo scopo di impedire l’ingresso nell’UE, in attesa che la domanda di asilo venga processata entro un massimo di 3 mesi.

Questo porterà a privazione della libertà e a minori garanzie e tutele nelle procedure di asilo per moltissime persone, e alla generalizzazione di forme di internamento per richiedenti asilo.

Dal dicembre 2022 il governo ha adottato nei confronti dei migranti naufraghi una politica di accanimento, assegnando alle navi ONG che conducono i soccorsi in mare porti lontanissimi dai luoghi di salvataggio. Tra questi c’è anche il porto di Livorno.Ora è chiaro che la politica del governo oltre a sottoporre a ulteriori sofferenze i naufraghi e ad imporre costi altissimi e restrizioni sempre più forti alle operazioni delle ONG, aveva lo scopo di creare nuove zone di frontiera.

Buona parte dei richiedenti asilo saranno confinati in tali zone, internati in centri detentivi, o comunque obbligati a presentarsi alle autorità regolarmente.

Il governo vuole trasformare Livorno, così come altre città portuali, in zone di frontiera.
Questo significa che anche la nostra città diventerà sempre più teatro della violenza che l’Unione Europea mette in atto sulle proprie frontiere.
Già lo abbiamo visto pochi mesi fa con la terribile morte in porto di due giovani arrivati dalla Tunisia. Se non sapremo opporci lo vedremo quotidianamente con una nuova “prigione” per richiedenti asilo che hanno la sola colpa di venire da paesi considerati “sicuri”.

In questa fase il governo potrebbe tentare di aprire anche un CPR a Livorno o nelle vicinanze.

I CPR sono veri e propri lager, strutture detentive in cui spesso si verificano violenze e “suicidi”, dove sono internate persone non perché hanno commesso reati ma solo perché non hanno i documenti in regola.Trasformare Livorno in zona di frontiera significa più oppressione e sfruttamento anche per la popolazione locale.

La limitazione della libertà di movimento, la clandestinità imposta dalle leggi sull’immigrazione, impone alla popolazione migrante una insicurezza e una ricattabilità che va a vantaggio dei soliti padroni, che hanno bisogno di lavoratori a basso costo se non addirittura a costo zero.

Contro le logiche di detenzione preventiva e disumanizzazione, per la libertà di movimento, per la regolarizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici migranti: costruiamo insieme un’alternativa”

Simona Poggianti

Simona Poggianti

Appassionata di calcio e della sua città, Livorno, inizia a lavorare come giornalista sportivo alla radio e poi in TV e stampa. Ora si dedica al giornalismo online con l'amico Fabrizio Pucci a Urban Livorno. Per lei, il giornalismo deve essere utile alla comunità e far emergere le criticità, anche se ci saranno sempre degli errori commessi con la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta.

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