Comunicato stampa a firma Potere al Popolo
“Come Potere al Popolo ci ritroviamo a constatare l’ennesima provocazione giocata sulla pelle degli ultimi da parte del Perini, consigliere di Fratelli d’Italia, che ha finito per attaccare i compagni Gianfranco Barba e Giovanni Ceraolo, dirigenti del sindacato USB ASIA, a cui va tutta la nostra solidarietà.
E’ importante ricordare che a Livorno grazie a quel sindacato centinaia di famiglie hanno trovato un tetto in occupazione di strutture pubbliche e private abbandonate, essendo stato loro riconosciuto lo sfratto per morosità incolpevole.
Mai sono state occupate case popolari destinate alle graduatorie per le assegnazioni. Lo stesso palazzo del Refugio, al centro della polemica strumentale di questi giorni, è proprietà del Comune ma non appartiene al patrimonio gestito da CASALP.
È importante anche ricordare che il governo Meloni, retto dal partito del Perini, ha tagliato i fondi per la morosità incolpevole, quelli per il sostegno all’affitto e non ha previsto stanziamenti per l’edilizia popolare né tantomeno per la ristrutturazione di alloggi che versano ormai in condizioni fatiscenti.
Fratelli d’Italia infatti, a dispetto del nome e dei proclami, sembra essere piuttosto propensa alla prostrazione alle agende americane, francesi e tedesche su Nato e riarmo, che necessiteranno svariate centinaia di miliardi, tutte tolte dalle tasche dei cittadini e delle cittadine, dai servizi, dalla sanità, dai trasporti e dal lavoro.
Ad ogni modo, nel corso di questi anni il sindacato Asia Usb ha oggettivamente dimostrato di dare invece risposte certe al problema del diritto all’abitare, combattendo in prima linea a fianco di persone che versano in uno stato di povertà assoluta.
Accusare Gianfranco Barba e Giovanni Ceraolo di gestire il racket delle abitazioni favorendo i propri iscritti è un attacco squallido, che dimostra l’evidente ignoranza e voglia di fare propaganda sul tema.
Invece di continuare a destinare soldi pubblici al salvataggio di imprenditori incapaci e banche speculative, sarebbe invece il momento di rifare un grande piano di edilizia popolare e di contrasto al lavoro povero”