di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Venucci 5, Bonacini 2, Leonzio 10, Mennella 8, Alibegovic 7, Ebeling 5, Kouassi, Lucarelli 6, Gabrovsek 19, Klyuchnyk 21, Virant.
UMANA SAN GIOBBE CHIUSI: Natale 2, Cortellessa, Bertocco 24, Lorenzetti 4, Candotto, Gravaghi 6, Raffaelli 10, Petrucci 16, Rasio 13, Minoli.
Come un pigro boa che per un tempo intero sonnecchia nella cesta. Poi esce, punta il rivale e lo stritola pian piano, quasi con dolcezza. La Pielle questa è stata: due tempi di difesa molle e distratta, poi ha iniziato a fare sul serio e per Chiusi scende la notte, anche se gli ospiti nel finale si sono rifatti minacciosi. Una vittoria se si vuole non brillantissima, ma giusta e meritata, che rilancia la Verodol al secondo posto solitario in vista del big match di domenica con la Luiss Roma. Note positive: la difesa della seconda parte, la condizione atletica brillante, la profondità della panchina che consente sempre a Turchetto di trovare quintetti credibili,. Potenti o veloci che siano. Controindicazioni: un approccio un poco svagato, quache conclusione forzata, la serata non eccezionale al tiro, soprattutto di Ebeling e Alibegovic. Ma successo doveva essere e successo è stato, anche se con qualche patema di troppo.
Si stappa la partita, ed escono subito mille bollicine, come un Franciacorta. Corri e tira, corri e tira: ritmi vertiginosi e difese, per così dire, rivedibili. 49 punti in un quarto (25-24) non si vedono tutti i giorni in serie B: merito di una Pielle che mette cinque triple e arriva facilmente al ferro e di Chiusi, squadra leggera ma di talento, che sfrutta ogni cambio difensivo di un Verodol abbastanza svagata per punirla. Gabrovsek e Leonzio subito caldissimi, Ebeling si incaponisce col tiro pesante ma il canestro è una cruna di un ago (0/4).
C’è da faticare, non è una partita facile, ma in serie B niente è scontato. La Pielle adesso tira male, spesso in condizioni di emergenza, si perde spesso in forzature, il quintetto piccolo con Ebeling da pivot non funziona, e l’Umana resta lì, pur non facendo mirabilie, e mette anche la testa avanti sul 36-40 con Bertocco, 13 punti in 10’ e Rasio, argentino che conosce il vademecum del post basso, baciati dalla grazia. La partita, da spumeggianteFranciacorta, diventa un vinello qualsiasi da tavola, meno piacvvole al palato. Si va all’intervallo lungo sul 43-43, con una Pielle che tira 14/34 dal campo, non certo un capolavoro di balistica.
Turchetto tuona negli spogliatoi: bisogna difendere. E la Pielle esegue. Chiusi trova il casello abbassato ed è costretta a sparare da lontanissimo: dall’altra parte di scatena Klyuchnyk, troppo potente per i rivali, e una tripla di Gabrovsek scava il più nove (54-45). Lorenzetti, non amatissimo da queste parti, con qualche provocazione cerca di rianimare i suoi, Kluychnyk si prende un tecnico. Ma la difesa livornese adesso morde, stritola: Chiusi non vede più il canestro, nel terzo quarto fattura la miseria di dieci punti e la Pielle vola a più 10 (63-53).
Il finale è in controllo, per la Pielle, che però consente a Chiusi di restare sempre in partita, in qualche modo: Chiusi torna a meno 4 a 1’20” dal termine, Leonzio perde palla ma Klyuchnyk, sempre lui, chiude i giochi con un’azione da tre punti. E cala il sipario.
LE PAGELLE
Bonacini. La scimmia è sempre sulla spalla, in attacco non si sblocca. Lo assolvono la regia pulita e l’abnegazione difensiva.
Venucci. Condizione fisica non ottimale, mirino da tre punti difettoso (1/6) ma sparge ovunque la sua esperienza.
Leonzio. Per gran parte del primo tempo il fatturato offensivo della Verodol è del numero 10. Che poi, braccato dalla difesa di Chiusi, forza qualcosina di troppo e si mette a giocare per la squadra. La notizia: sbaglia il primo libero della stagione.
Alibegovic. Luci e ombre, discese ardite e risalite, come ormai ci ha abituato. Movimenti felpati e jump di grande eleganza, ma la troppa frenesia lo porta a sbagliare troppo (2/9 dal campo).
Ebeling. Il canestro non accoglie le preghiere del numero 1: serata non certo da raccontare ai nipotini al tiro (2/9), poi il solito contributo di rimbalzi, energia e stoppate.
Mennella. Soldato scelto, con lui vorresti sempre andare in battaglia. Difende come un ossesso e in attacco è una certezza. 8 punti con due triple.
Kluychnyk. Come spesso accade, penalizzato dagli arbitri. Il suo tonnellaggio in area è difficile da controllare, anche per se stesso. Ma stavolta in attacco fattura, eccome: è l’ucraino a dare la svolta nel terzo quarto. 21 punti, massimo stagionale, 8/8 da due, una tripla, sette rimbalzi. Serve altro?
Gabrovsek. Recupera in extremis dall’infortunio al dito, e parte come un marine, pancia a terra. Fa le cose giuste, senza mai eccedere, una sentenza dall’arco. Che giocatore. 19 punti e 5/7 nelle triple oltre ai 5 rimbalzi.
Lucarelli. Partita difficile, in difesa si trova spesso accoppiato al totem Rasio e stenta. Nella ripresa trova un paio di giocate di grana finissima, delle sue.
CLASSIFICA: Virtus Roma 28, Pielle 26, Caserta 24, Luiss Roma 24, Latina 22, Faenza 16, San Severo 16, Jesi 14, Costa Imola 14, Ferrara 12, Casoria 12, Quarrata 12, Chiusi 10, Ravenna 10, Piombino 8, Virtus Imola 6, Nocera 6, Fabriano 6, Pesaro 4.











