di Giorgio Billeri
FABRIANO: Dri 8, Wojchiekowski 6, Silke Zunda 14, Abega 8, Santiago 5, Romondia 3, Vavoli 12, Ponziani 1, Chiucchi, Redini, Staffaroni, Beltrami 5.
VERODOL PIELLE LIVORNO: Bonacini 2, Venucci 21, Leonzio 18, Mennella 7, Lucarelli 5, Gabrovsek 13, Klyuchnyk 11, Kouassi 2, Ebeling 7, Virant, Alibegovic.
La notizia più bella arriva a partita in corso. La Virtus Roma scivola sulla buccia di banana Imola e spiana alla Pielle la dorata strada del primo posto solitario. Chissà se qualcuno ha avvisato dalla panchina, giureremmo di sì. Perchè la Verodol non alza le mani dal manubrio, con una prova di grande serietà e maturità domina Fabriano dall’inizio alla fine e da stasera guarda tutti dall’alto verso il basso. Come si sta bene lassù, in solitudine, ad ammirare il panorama. Un tempo la Pielle avrebbe sofferto queste partite: palestrina angusta, avversari disposti a mordere la polvere. Ma questa squadra è cambiata, eccome. Adesso azzanna le partite alla gola e non le molla più. A parte il 5-0 figlio di un approccio molle, non c’è mai stata partita. Primo quarto sul 13-25, 35-45 all’intervallo lungo. E quando i marchigiani, squadra modesta ma piena di cuore, hano dato segnali di vita sono state le triple, crepitate come il fuoco nel caminetto delle feste, a mettere il sigillo su una vittoria bella, importante, che riempie ancora di più il serbatoio dell’autostima.
Solo belle notizie per Turchetto: la condizione fisica straripante, la precisione al tiro, l’attenzione a rimbalzo, l’attacco alla zona 2-3 che ha funzionato. E quella capacità di sgasare nei momenti importanti e piazzare parziali morfiferi per gli avversari. Leonzio e Venucci hanno impartito una lezione di tiro e di varianti offensive, Ebeling e Kluychnyk hanno regnato nelle vie aeree. Gabrovsek, un poco sottotono al tiro, ha però lottato da leone.
Scintilla, la Verodol. Brilla, nella prima partita dell’anno, anche senza Alibegovic. L’ultimo quarto è un continuo brindisi: finisce,, ed è primo posto.
LE PAGELLE
6,5 Bonacini. Il potere dell’intelligenza. Anche se in attacco non incide, le posizioni difensive perfette spargono granelli di sabbia nell’attacco di Fabriano.
8 Leonzio. Il dieci, non solo nel calcio, è il numero del fuoriclasse, di quello che ha qualcosa in più. 18 punti in 16 minuti, in tutti i modi possibili. Poi ha anche il tempo di riposare. Ah, ha sbagliato il secondo libero della sua stagione: lo perdoniamo?
8,5 Venucci. Che spettacolo, Mattia, anzi Pirandello: uno, nessuno e centomila. Porta palla, cura la regia e intanto piazza 21 punti con cinque triple. La bellezza fatta basket.
7 Mennella. Tanto minutaggio del soldato scelto col numero 3, lo sfrutta alla grande. Soprattutto in difesa e nell’attacco alla zona, dove trova sempre le scelte giuste. Due triple, per gradire.
6,5 Lucarelli. Non impeccabile al tiro, ma che importa. Quando è uin campo il peso specifico del 99 è enorme, per le piccole cose che regala alla squadra.
8 Kluychnyk. L’uomo venuto dal freddo continua a crescere, come una pianta rara nella serra.
7 Gabrovsek. Il boscaiolo sloveno gioca per la squadra e con la squadra, e si sente eccome. 13 punti e 6 rimbalzi.
7,5 Ebeling,. L’air Force one vola sulle macerie di Fabriano. A rimbalzo è un gigante, ne cattura 9.
7 Kouassi. Un bel tiro dall’angolo, e tanto impegno.
6 Virant. Il ragazzino cerca i punti, non li trova











