di Giorgio Billeri
Dormi con la Coppa Italia, Pielle. Strigitela al cuore, perché questo trofeo è figlio di un vero miracolo. Ci pensa lui, sempre lui, l’Infinito del verbo vincere, Mattia Venucci da San Vincenzo. Aveva punito Vigevano, ha mandato all’inferno una Gema mai doma con una tripla dolce, arcuata, breve eppure infinita. Il pallone ha scosso il cotone e la finale ha sorriso a questa incredibile squadra, mai doma, tutta carattere e cuore, specialista dei finali punto a punto. 67-66 al termine di 40 minuti spaccacuore, vissuti sul filo di vantaggi risicatissimi. Nel finale sembrava che proprio loro, gli ex libertassini della Gema, avessero trovato l’elisir della vittoria: tripla di Bargnesi, tripla di Fratto di tabellone, se ci prova altre cento volte non ci riesce. E coach Andreazza, altro ex “cugino”, già pregustava il “pasillo de onor” con la Coppa in mano. 63-66 nel momento clou della volata finale, poi Ebeling converte un libero, Burini sbaglia. La palla arriva a lui, il fatale mancino con il numero 11: step back e il palasport riminese si incendia. Restano 4 secondi, la Pielle non è in bonus e Leonzio spende due falli da vecchio mestierante. L’ultima prrghiera di Isotta (già, altro ex Libertas) trova la chiesa chiusa. Game,. Set and match, la Coppa vola a Livorno, nella bacheca della Triglia che schiaccia. Gioia, follia, lacrime: è l’ora di godersi di tutto e di più.
Dicevano che il girone A fosse nettamente più forte dell’altro, la Pielle non è stata d’accordo. Ha giocato una finale tutta intensità, fisico, difesa. Nell’ultimo quarto ha concesso la miseria di 12 punti a un attacco come quello termale. Ancora una volta non ha tirato bene dal campo (21/64), e ha pareggiato la lotta a rimbalzo: ma ha trovato le cose che servono dai suoi uomini d’esperienza, quando serviva. Gabrovsek, ombroso nella prima partita, sembrava baciato dalla Musa del canestro stasera: 24 punti e 10 rimbalzi, se volete di meglio chiamate Michael Jordan. E tutti gli altri hanno remato per la causa, silenziando la Gema dalle mani vellutate.
E alla fine lui, Mattia Venucci, il bounty killer dal ghiaccio nelle vene: saltello, tripla e la Coppa sale sul pullman. E regala gioia alla curva biancazzurra, meravigliosa, e autostima alla Verodol che adesso non si può nascondere: sognare si può, si deve.
LE PAGELLE
10 Venucci: Ma sì, peschiamo nell’eccellenza assoluta. Perchè questo ragazzo che cammina verso i 40 anni ha dentro qualcosa di speciale. Lui declina all’infinito il verbo vincere: quando la palla è un lapillo di lava, lui la accarezza, la corteggia, poi la recapita nella retina della Gema, ed è il canestro, come accaduto con Vigevano, che separa il sogno dalla storia. Busto in marmo, scegliete voi la strada di Livorno, e un bravo scultore.
8 Kluychnyk: Sei punti, 5 rimbalzi ma le cose giuste al momento giusto. Troppo pesante e fisico per Vedovato, nel finale artiglia un rimbalzo d’attacco di pura posizione che è un mattone nel muro, con tanto di calce viva.
10 Gabrovsek. Dicevano mah, sarà sulle ginocchia dopo aver tirato la carretta tutto l’anno. Certo, come no. Andreazza lo fa marcare anche dal massaggiatore, ma è una di quelle serate in cui il colosso sloveno è in comunicazione con il Nirvana, 24 punti, 10 rimbalzi, leadership. Fratto non lo vede nemmeno passare.
8 Mennella. Dieci minuti in campo, due liberi e tanta difesa, chino sulle gambe, a sporcare il talento di Bargnesi e Burini.
8,5 Ebeling. Dolcissimo nella frustata alla palla quando si allontana da canestro, troppo verticale per i lunghi di Andreazza. Può essere l’arma illegale di questo finale di stagione, il figlio di John.
9 Donzelli. Sei punti e 4 rimbalzi ma è quel che non si vede a fare la differenza. E’ un pezzo di granito che gli scalpellini montecatinesi riescono solo a scalfire. Che acquisto per Turchetto.
8 Leonzio. Sei punti, di ghiaccio dalla lunetta. Non è ancora lui, ma i due falli da vecchio pirata nei secondi finali spezzano le ali a Montecatini e, di fatto, sigillano la Coppa Italia.
8 Lucarelli. Stavolta all’asciutto, con tre rimbalzi. Ma quando il fuoco divampa, lui è il capo dei vigili del fuoco per le scelte che fa. Sempre esatte.
7 Alibegovic. Non tira bene, stavolta, e si perde nella tonnara. Ma difende, lotta, sgomita.
VERODOL PIELLE-GEMA MONTECATINI 67-66
VERODOL: Lucarelli, Mennella 2, Alibegovic 2, Venucci 10, Kluychnyk 6, Donzelli 6, Gabrovsek 24, Leonzio 6, Bonacini, Virant.
GEMA: Burini 9, D’Alessandro 2, Acunzo, Del Vigna, Bedin 7, Fratto 7, Passoni 9, Isotta 5, Strautmanis 4, Vedovato 8, Bargnesi 16.
Foto: pagina ufficiale VeradolCBDPielle











