di Giorgio Billeri
Nessuno è perfetto. Forse. La Pielle vista a Faenza non sarà perfetta, ma a questo stato perfetto si avvicina molto. Ridotta a otto giocatori, con i problemi di falli, a tre giorni dalla partita contro Imola, viaggio compreso, i problemi di falli dei lunghi causa arbitraggio rivedibile. Che problema c’è? La Verodol è una squadra, un gruppo di uomini prima che di giocatori. E stando insieme, soffrendo insieme, giocando insieme ogni risultato è alla portata. La vittoria di Faenza, contro una squadra giovane e talentuosa, vale una cassa di oro zecchino. Perchè è nata da una difesa asfissiante e si è sostanziata in attacco, con una serata da favola nel tiro da lontano (15/31 da tre punti), la supremazia a rimbalzo. Primi due quarti di alti e bassi, poi la regale accelerata: gioco, partita, incontro e primo posto solitario in cassaforte. Monumento equestre a questi ragazzi.
Faenza parte a mille all’ora, la mette sulla velocità, sul tiro entro pochi secondi. Fragonara e Vettori iniziano con gli effetti speciali, la Pielle si adatta. La difesa biancazzurra lascia qualche crepa, ma in attacco la Verodol rasenta la perfezione: il primo quarto parla di 5/9 nelle triple, a turno segnano tutti e la partita sembra strizzare subito l’occhio alla banda di Turchetto: 20-26 alla prima sirena, una dimostrazione di basket che raramente si vede in serie B.
Ma le energie sono quelle che sono, le rotazioni risicate, e si gioca ogni 72 ore: la Solaris lo capisce e la mette sulla difesa al limite, sul fisico. La Pielle rallenta, paga subito dazio, iniziano ad arrivare le forzature, le palle perse anche banali: solo Kluychnyk da sotto tiene botta, gli esterni si perdono un po’ e il tiro non entra più. 35-39 all’intervallo lungo, con Lucarelli già gravato di tre falli, Alibegovic che forza troppo e la sensazione di grande fatica nel playmaking, dove Venucci non può cantare e portare la croce per motivi anagrafici e Mennella pasticcia.
Il numeri, nel basket, sono il sale del gioco. E il 19-12 del terzo parziale fotografano la supremazia piellina. Faenza semplicemente non trova più il canestro, è sempre costretta a tiri avventurosi dalla fisicità livornese: così nascono contropiedi, transizioni e tiri aperti che fanno male ai romagnoli. Si va all’ultimo riposo sul più 11 (47-58), con Turchetto che però deve gestire la delicata situazione falli dei suoi lunghi.
Difesa, voglia, esperienza. La Pielle porta a scuola i ragazzi di Faenza. Il fadeaway di Gabrovsek, i tiri in allontanamento di Ebeling, e poi quella applicazione nella propria metà campo che oscura la vallata a Faenza, ormai sfiduciata. Uno show biancazzurro, non c’è davvero più partita. Finisce con l’ennesima festa, 66-86 con i tifosi piellini che cantano. Questa squadra lo merita.
LE PAGELLE
9 Venucci: Dove mettiamo il busto in marmo? Piazza Cavour o Piazza Grande? L’età non conta quando comanda la classe: 33 minuti, 14 punti, 10 assist. A un passo dalla leggenda.
6,5 Mennella: Attore non protagonista. Una tripla e tanto sudore in difesa.
7 Alibegovic: Le solite, soavi fiammate in attacco, le solite amnesie dietro. Turchetto lo striglia duramente, ma fare le veci di Leonzio non è facile.
9 Ebeling: Che partita. Giocatore multidimensionale, quasi in 3D. La solita stoppata hollywoodiana,
e poi 16 punti, 4 triple e 8 rimbalzi. Se il Dna conta qualcosa, il figlio di John inizia a ricordare il famoso padre.
8 Lucarelli. Sembra in debito di ossigeno, qualche erroee difensivo ma poi, in attacco, i polpastrelli di seta cantano: 9 punti, 7 rimbalzi e un paio di giocate da altissimo cinema.
7,.5 Donzelli. Parte con 5 punti in un amen, poi si dedica al suo lavoro preferito: la difesa. E una piovra con la canotta da basket, insuperabile.
9 Gabrovsek: Il tiro in allontanamento, ormai, tutti lo conoscono ma nessuno lo può fermare. A volte sembra irridere i poveri faentini, tanta è la superiorità fisica e tecnica. 20 punti con 9/12 dal campo: ti chiamale, se vuoi, emozioni.
7 Klyuchnyk. Un paio di sventatezze non mancano mai, ma poi dai palla sotto e l’uomo di Leopoli la trasforma in buoni del tesoro. 9 punti, 5 rimbalzi e va benone così.
FAENZA: Camparevic, Bianchi, Rinaldin 2, Vettori 17, Van Ounsem 8, Romano 12, Longo, Di Pizzo 4, Fragonara 11. Aromando, Santiangeli 2, Fumagalli 10. Allenatore Pansa.
VERODOL PIELLE LIVORNO, Venucci 14, Mennella 3, Leonzio, Bonacini, Lucarelli 9, Alibegovic 6, Ebeling 16, Donzelli 9, Gabrovsek 20, Kluyuchnyk 9. Virant. Allenatore Turchetto











