Mamma mia che impresa. Dallo strapiombo al paradiso in dieci minuti. Ma questa è la Pielle. Che soffre, non trova mai il canestro, poi pesca a piene mani dal carattere, dall’esperienza, dal cuore. E con un ultimo quarto sontuoso, da 22-7, annichilisce Vigevano e vola in finale di Coppa Italia. I 400 tifosi in paradiso celebrano un successo storico, figlio di un finale pazzesco di Venucci, Lucarelli e Donzelli, esperienza e tiri pesanti. Un successo arrivato con la difesa l, l’energia, in una giornata non brillante al tiro. Ma questa è la Pielle, coesa, mai doma, dalla panchina lunghissima. E domani si può entrare davvero nella storia.
Aria di playoff. Di basket duro, ruvido. Di difese al limite del codice penale. Vigevano è squadra di grossa taglia, che difende alla morte e corre. La Pielle attacca, trova tiri aperti ma i ferri del Palasport riminese sembrano tabù. Un dato fa impressione: 6 su 32 dal campo all’intervallo, 3 su 18 sia da due che da tre. Merito della difesa lombarda, demerito della Verodol che non segna mai. Di Lucarelli e Leonzio, già pimpante al rientro, gli unici sussulti. Gabrovsek non si vede, Kluychnyk si perde nella selva di braccia del pitturato. Il 33-27 dell’intervallo è lo specchio del match, con una Pielle nervosa, troppo.
Vigevano corre e segna, la Pielle lotta, soffre e ha il merito di restare lì con la testa. 46-38 all’ultima sirena, ma poi tutto cambia. Lucarelli e Venucci fanno magie, Donzelli è un totem sotto canestro. Vigevano non fa più canestro. Gabrovsek con due recuperi firma l’estasi. È finale. Che impresa.
Pielle: Venucci 10, Leonzio 11, Gabrovsek 8, Ebeling 10, Lucarelli 6, Alibegovic, Bonacini, Donzelli 9, Virant, Klyuchnyk 3.
Vigevano: Diouf, Kancleris 16, Varazzo 5, Cucchiaro, Zaccagna 10, Corgnati, Mazzantini 9, Luchino, Fantoma’.
Foto: archivio











