di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Bonacini 1, Venucci 9, Leonzio 16, Mennella 2, Campori 2, Ebeling, Gabrovsek 14, Lucarelli 10, Kluychnyk 13, Kouassi.
LORETO PESARO: Morandotti 6, Graziani 7, Pillastrini 5, Delfino 9, Terenzi 1, Tognacci 2, Valentini 11, Sgarzini 5, Aglio 6, Lomtadze 6.
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Da quanto non vedevamo 30 minuti di zona? Un tuffo nella pallacanestro anni Settanta, dove l’arma dei più deboli era proprio questa difesa. Pesaro, ultima in classifica, ci ha provato così. La Pielle, di certo non baciata dalla Dea del canestro, specie da tre punti, ha sofferto questa inedita situazione. E’ andata avanti a forza di strappi, di parziali, di fiammate figlie del talento. E la matricola marchigiana è rimasta sempre lì, negli specchietti, mai doma. Alla fine ha deciso un ultimo quarto di ottima difesa e l’infinita differenza di talento tra i due roster, ma non è stata una domenica facile, un tranquillo brindisi tra Natale e Capodanno. Non ne esistono, in serie B. La Verodol comunque chiude l’anno solare con 32 punti e il primo posto insieme alla Virtus Roma: non è davvero poco.
Strana squadra, questa Loreto Pesaro. Con tutti quei figli e fratelli d’arte che collegano presente e passato, che richiamano grandi nomi e grandi sfide. Morandotti, Pillastrini, Delfino, una macchina del tempo, un inno alla nostalgia. E Graziani, naturalmente, figlio di quel Renato che alla Pielle ha dato tanto, ricevendo in egual misura. E poi Terenzi, ex Libertas. Insomma, sentimenti e passioni che si incrociano con Livorno e con la Pielle. Squadra condannata dalla classifica, quella marchigiana, forse troppo leggera ed inesperta per coltivare ambizioni di alto lignaggio, ma comunque da prendere con le molle, perché in serie B non c’è davvero niente di scontato.
Piano partita di Turchetto: servire palla nel pitturato, e i due colossi venuti dall’Est banchettano come al cenone natalizio. Klyuchnyk e Gabrovsek fanno subito malissimo da sotto e in un amen è 12-0, anche troppo facile. Pesaro segna i primi punti dopo quattro minuti e mezzo e coach Ceccarelli si rifugia in una zona 2-3 di vecchissimo conio. L’azzardo paga: pian piano la Verodol, anche per un amplissimo uso dalla panchina di Turchetto che offre una chance a Kouassi, perde le sue certezze in attacco e i marchigiani, con la faccia tosta di Morandotti e il talento di Graziani, iniziano a rosicchiare punti: 10-19 il parziale figlio della zonetta d’antan e siamo sul 22-19. Ma quando Pesaro torna a difendere a uomo, la Pielle impone i diritti di un roster infinito e dalle mille risorse: le fiammate di Leonzio e Lucarelli e la giornata di grazia del centrone ucraino portano i biancazzurri a distanza di sicurezza, anche se il 40-32 con cui si va a bere un the caldo non fotografa alla perfezione il divario tra la prima e l’ultima della classe.
La Pielle scherza col fuioco, e torna in campo molle, svagata. Troppi errori, contro la zona. Tiri fuori equilibrio, d’emergenza. Pesaro, con la testa leggera, si riporta a meno due (48-46), con Delfino che diventa un fattore. Turchetto ci parla sopra, la difesa torna a mordere e la premiata ditta Leonzio-Lucarelli confeziona un 9-2 che fa respirare il Palamacchia all’ultima sirena (58-48). Finita? Macchè. La Pielle si incaponisce nel tiro pesante, la zona pesarese continua a pagare dividendi. Ma basta un’altra fiammata, una difesa più tosta e qualche magata di Leonzio per scavare un altro solco, stavolta definitiva. Finisce tra gli applausi, 67-58.
LE PAGELLE
6 BONACINI: Torna sul parquet dopo lo stop, fisicamente sembra star bene. Gestione oculata della regia, poco in attacco
6,5 VENUCCI: Non è una giornata da raccontare ai nipotini al tiro (1/5 dalla lunga) ma in difesa è una piovra e contro la zonetta pesarese detta i ritmi giusti.
7 LEONZIO: Le sue fiammate, di talento cristallino, alla fine scavano il solco definitivo. Lui è la differenza tra una squadra ambiziosa e una normale. Chiude con 16, solito percorso netto ai liberi.
6 MENNELLA: Un canestro favoloso in avvitamento, la solita difesa al Vinavil, al tiro stecca (1/5).
6 CAMPORI: Presenza quasi impalpabile, stavolta. Meglio in difesa.
6 EBELING: Il figlio di John non porta fatturato offensivo, ma i sette rimbalzi lo assolvono.
7 GABROVSEK: Turchetto stavolta lo impiega col bilancino del farmacista, ma in 24 minuti fattura 14 punti, tutti pesanti, e 6 rimbalzi. Una certezza scolpita nel granito.
6,5 LUCARELLI: Non percentuali da favola (4/\13), ma quando Pesaro si fa sotto date la palla al 99, non vi tradirà, Va ijn doppia cifra.
7 KLYUCHNYK: Primi due quarti da Gulliver in un mondo di lillipuziani,con tanto di schiacciatona. Peggio nella ripresa, un tecnico evitabile. Comunque, 13 punti e 10 rimbalzi, fate voi.
6 KOUASSI. Trova minutaggio, ma anche tanti errori. Il ragazzo si farà











