di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE LIVORNO: Bonacini, Venucci 14, Leonzio 14, Alibegovic 8, Mennella 11, Ebeling 11, Virant, Gabrovsek 16, Klyuchnyk 12, Kouassi 2, Campori 7.
LUISS ROMA: Fernandez 11, Jovovic 3, Casella 10, Fallucca, Pasqualin, Ferrara, Terrasini 3, Sylla 7, Cucci 9, Salvioni 19, Graziano.
Gli universitari vanno a lezione. In cattedra c’è un professore severissimo, quasi inflessibile: la Pielle. Che esplode, letteralmente, spazza via la Luiss, costola sportiva della nota università romana, stravince lo scontro diretto per il secondo posto e si avvicina molto, moltissimo alle Final Four di Coppa Italia, vetrina di grande prestigio, restando nella scia della Virtus Roma e scavando un piccolo solco con il terzo posto. Questa è la squadra che la società e i tifosi si aspettavano fin dalla sontuosa campagna acquisti. Profonda, fisica, talentuosa: la crisalide Pielle è diventata farfalla forse nella serata più importante, quella che può fungere da spartiacque della stagione: doveva essere una battaglia nel fango, punto su punto, è diventata una passeggiata sul lungomare con il gelato in mano. Finisce a più ventotto, alzi la mano chi ci avrebbe scommesso.
Inutile girarci intorno: era un snodo importantissimo del percorso piellino. Non solo per l’accesso alle final four di Coppa Italia, approdo prestigioso, ma anche per staccare la Luiss e Caserta ed accreditarsi come la vera, unica alternativa allo strapotere della Virtus Roma, davvero impressionante nell’anticipo del sabato sera. Lucarelli non c’è, Bonacini in panchina per onor di firma, ma quasi nessuno se ne accorge.
La Pielle è infatti impressionante, perfetta, dominante. I primi 20 minuti sono un manifesto di basket a tutto tondo. Dominio assoluto in ogni centimetro del parquet, un concerto, un monologo. Sotto canestro non c’è storia, Klyuchnyk e Gabrovsek spazzano via gli universitari, come Gulliver in un mondo di uomini normali. La palla circola che è un piacere, le triple si sprecano, Venucci, Mennella, Leonzio sono dei martelli. Rientra Campori ed è subito uno show difensivo. Ed è proprio in difesa che la Pielle costruisce la sua partita, il suo capolavoro, obbligando la Luiss a tiri impossibili. I romani, squadra che in genere subisce poco, non ci capiscono niente, e perdono la testa: Pasqualin viene espulso dopo plateali proteste, il coach capitolino Righetti si prende due tecnici. Il vantaggio, quasi incredibilmente, si dilata a dismisura. 10-0, 28-15, fino a sfiorare il più trenta a un passo dall’intervallo lungo: il 53-29 con il quale si va a bere un the caldo è il Bignami di una prestazione davvero roboante, testimoniata dalle cifre, che raramente mentono nella pallacanestro: 14/26 dal campo, 20/21 ai liberi, 20 rimbalzi contro 15, dieci assists. A un soffio dalla perfezione, con il Palamacchia in estasi, che canta e balla.
Che spettacolo. Gabrovsek easagera: azione da quattro punti, più 30 (62-32). Non c’è più letteralmente partita, inizia un lunghissimo garbage time, difficile da credere. Dominio totale, assoluto, con la Luiss che trova qualche canestrino ma che con la testa è già sul pullman. 73-46 all’ultimo intervallo. Nel finale la Pielle gioca come il gatto col topo, e gioca per la platea: finisce in un autentico trionfo, 94-62. Secondo posto solitario, e anche l’altra Roma, la Virtus, è avvisata.
LE PAGELLE
8 VENUCCI: Senza Bonacini si prende bacchetta e podio. E fa il Toscanini, con 14 punti e un paio di giocate di altissimo lignaggio.
7 LEONZIO: Non esagera al tiro, non fa il primo violino perché stasera non ce n’è bisogno. Ma il 10 fa sempre le cose giuste per la squadra. 14 punti con il consueto percorso netto dalla lunetta.
7 ALIBEGOVIC: Fiammate di puro talento del figlio, e fratello, d’arte. E’ lui a uscire dallo spartito con virtuosismi improvvisi ed accecanti.
7 MENNELLA: Turchetto lo schiera anche da play, Marco fa tutto bene, compresa la consueta tripla che incendia il Palamacchia. Anche lui in doppia cifra.
7 EBELING: L’hombre vertical. Salta, intimida, cancella gli avversari. 11 punti, 11 rimbalzi per il figlio di John.
7,5 GABROVSEK: Mamma mia che solidità, che giocatore. Impossibile da marcare per la Luiss: se non esci ti punisce da fuori, se esci ti batte da sotto. Ne mette 16.
7,5 KLYUCHNYK: Cresce, cresce, cresce. L’omone di Leopoli ha trovato le coordinate per far esplodere la sua fisicità. Anche una super schiacciata per i fotografi. 12 punti, 10 rimbalzi.
7,5 CAMPORI: Bentornato. Difesa, canestri, mestiere. Servirà, e tantissimo, alle rotazioni di Turchetto. Fuori dal tunnel, era ora. Sette punti d’oro.
7 KOUASSI. La soddisfazione di un canestro nella volata finale.
LA CLASSIFICA: Virtus Roma 30, Pielle 28, Luiss 24, Caserta 24, Latina 22, Faenza 18, San Severo 16, Costa Imola 16, Jesi 14, Quarrata 14, Ferrara 12, Casoria 12, Ravenna 10, Piombino 10, Fabriano 8, Virtus Imola 6, Pesaro 6, Nocera 6.











