di Giorgio Billeri
SOLBAT GOLFO PIOMBINO: Buffo 3, Forti, Ammannato 5, Raivio 15, Carnevale 3, Menconi 11, Giunta 14, Pipitone, Fabiani 2, Ianuale 12, Guaita, Ferraresi.
VERODOL PIELLE LIVORNO: Ebeling 9, Kouassi, Mennella 5, Alibegovic 9, Leonzio 19, Venucci 12, Gabrovsek 17, Bonacini, Klyuchnyk 4, Campori 7.
Notizia numero uno: la Pielle si guadagna la vetrina delle final four di Coppa Italia. E scusate se è poco. Notizia numero due: questa squadra vince le partite da frac e champagne, come quella di domenica scorsa con la Luiss, ma vince anche quando c’è da sporcarsi le mani di grasso e mettersi la tuta blu. Il derby di Piombino è stato questo, sudore e fatica, in un palasport piccolo e insidioso, contro un Golfo che è partito lancia in resta ma che poi, piano piano, è stato soffocato da una difesa, quella ordinata da Turchetto, che pian piano ha seccato le fonti offensive della squadra di casa, che si è retta sul bravissimo Raivio ma che poi è uscita dalla partita.
La Verodol è forte, più forte della sfortuna. Ancora senza Lucarelli e Bonacini, rotazioni ridotte all’osso, ma il farmacista Turchetto ha trovato ancora una volta la chimica giusta, i cambi giusti, una intensità che non è mai scesa. E alla fine è arrivata una vittoria al platino, che garantisce le Final four ed è un avviso, ulteriore, anche alla Virtus Roma.
L’inizio è uno shock. Un vero shock. Piombino allunga la sua difesa, mena le mani, isola Leonzio, pressa Venucci, rende difficili i servizi sotto canestro. La Pielle non ci capisce niente: 13-2 per il Golfo in quattro minuti, con tre triple aperte e Kluychnyk già a quota due falli. Si sapeva che un derby non è mai facile, ma così… Il time out di Turchetto è un’operazione chirurgica, e il malato si rialza in piedi. Con Mennella e Alibegovic la difesa inizia a mordere, in attacco Leonzio e Campori producono 10 punti in coppia. Una tripla fantascientifica di Venucci impatta il match sul 23-23 allo scadere del primo quarto.
Dentro il pallone piombinese si lotta, si suda, si soffre. E si sapeva. Nick Raivio, pieno di talento fa le pentole e i coperchi, ma la difesa piellina limita i servizi sotto e recupera diversi palloni. In attacco Ebeling impone la legge della sua fisicità e Leonzio batte sistematicamente i raddoppi: 32-40, primo mini-tentativo di fuga della Verodol. Si va all’intervallo lungo sul più sei (37–43) e per come si era messa all’inizio Turchetto può essere soddisfatto della reazione emotiva dei suoi, soprattutto per il dominio sotto le plance e per la scelta, sempre ottima, dei tiri.
Ma è lunga, ancora lunga, palasport angusto, atmosfera bollente da derby, i giocatori sentono il fiato dei tifosi a pochissimi metri. Ma il terzo quarto è il manifesto della Pielle di quest’anno, una squadra esperta, decisa, che sa quando dare la zampata alla partita. E’ un parziale da 19-13 che lancia la Pielle a più 12, uno scarto figlio soprattutto della difesa, dell’esperienza, delle grandi letture di Venucci, della fisicità dei lunghi, della grinta e dell’abnegazione.
Nel tempino finale non c’è storia. Piombino consegna le armi, la Pielle si diverte e incendia il suo popolo che canta di gioia. Leonzio e Gabrovsek mettono la pietra tombale sul derby.
LE PAGELLE
7,5 VENUCCI: Sente, penetrante, l’aria di casa (San Vincenzo è a un tiro di schioppo), e mette insieme una prestazione da Califfo. Playmaking impeccabile, ma anche efficacia in attacco. Bonacini manca, e Mattia fa per due. 12 punti.
8 LEONZIO: Deve fare il play quando Venucci si riposa, le sue mani ci sono sempre nelle azioni più importanti della Pielle. Poi, nel finale, mette qualche canestro abbagliante dei suoi. Numero 10? No, numero uno. 19 punti.
7 MENNELLA: Il soldato semplice che ogni condottiero vorrebbe al suo fianco. Quello che le cifre non dicono: mette le mani su ogni pallone, sporca tutto, e in attacco fa il suo. Complimenti a chi l’ha scelto.
7 ALIBEGOVIC: Croce e delizia, bianco e nero, tutto e niente: è nella natura del numero 7. Qualche pausa, qualche scelta sbagliata ma anche canestri di classe cristallina.
7 CAMPORI: Una fiammata da cinque punti, poi tanta difesa e leadership. Se proprio deve andare via, merita la standing ovation.
7,5 GABROVSEK: Immarcabile a questi livelli. Piombino non capisce mai dove fa e cosa fa. Solido, abile tecnicamente, intelligente. Che acquisto. 17 punti, 4 rimbalzi.
7,5 EBELING: Fa il tre, il quattro, il cinque, tutto. Pentole e coperchi. Con quella fisicità, in serie B è un’arma illegale.
6,5 KLUYCHNYK: Gli arbitri lo eleggono subito a nemico giurato, due falli in un amen. Nella ripresa torna in campo e aziona lo scudo termico, a rimbalzo non si batte.
6 KOUASSI: Comparsata in campo per far rifiatare i lunghi











