di Giorgio Billeri
50 punti, primo posto in classifica, terza vittoria in sei giorni con soli otto uomini da ruotare, quindicesimo successo di fila davanti al proprio pubblico: unica squadra imbattuta in casa, in Italia.
Cosa vuoi dire a questa Pielle? Solo grazie. Per l’impegno, la dedizione, lo spirito, la serietà. Un gruppo bersagliato dalla sorte, decimato dalla sfortuna ma che nel momento più buio si è compattato, trovando punti, difesa e rimbalzi da tutti e otto gli effettivi. Superare così il momento dell’assenza del play e della guardia titolare è da grande squadra: e anche stasera, contro l’ottima Andrea Costa Imola, la Verodol ha vinto con la difesa, sporcandosi le mani, trovando con pazienza le soluzioni giuste anche quando il serbatoio delle energie segnava inesorabilmente rosso in un finale spaccacuore.
Certo, il basket è cambiato. Quella del tiro da tre punti ormai è una dittatura tecnica, ma il primo quarto sembra un allenamento da oltre l’arco dei 6.75. La Pielle mette cinque triple, Imola tre: ogni attacco è finalizzato a liberare l’uomo al tiro pesante. 19-13 il primo parziale, con la Verodol che ha il merito, oltre alla precisione al tiro, di difendere forte, sporcando ogni possesso ospite: resta il neo di qualche palla persa banale di troppo.
Ma la Pielle è profonda, esperta, forte soprattutto mentalmente. Sa quando e come incidere nella carne viva delle partite. Il secondo quarto è un lavoro di finissima oreficeria cestistica di Turchetto: cambi asfissianti in difesa che tengono l’Andrea Costa su percentuali molto basse, mentre dall’altra parte Jacopo Lucarelli indossa il frac del primattore: balla in mezzo alla difesa romagnola e mette 11 punti in un tempo, con un fantascientifico canestro in caduta con libero supplementare. Alibegovic e Donzelli fanno da attori non protagonisti, Mennella è il ministro della difesa: il parziale del quarto, 25-17, è logica conseguenza della superiorità piellina: 44-30 all’ora del the caldo, e potevano essere di più senza tutte quelle palle perse.
Modalità risparmio energetico: tutto l’acido lattico della settimana piomba sulle gambe della Verodol, che rallenta molto. Corre meno, segna con difficoltà, e Imola ci mette maggiore energia, aiutata anche da un arbitraggio discutibile, che carica di falli tutti i lunghi livornesi con decisioni non sempre condivisibili. L’andrea Costa si riaffaccia a meno 9, ma c’è la coperta di Linus delle triple, Ebeling e Mennella riportano un pizzico di sereno (59-51) all’ultima pausa.
Lucarelli viene pescato in un cervellotico sfondamento per il suo quarto fallo, e Imola continua a rosicchiare punti su punti, la Pielle è stanchissima e non più lucida. A 5’30” dalla fine la formazione di Dal Monte è a meno quattro. Partita drammatica, adesso, col Palamacchia che cerca di spingere i suoi beniamini con il cuore. Mennella in layup, Lucarelli dalla lunetta, ancora Mennella prende uno sfondamento decisivo di Gatto, si soffre fino alla sirena. A 26 secondi dalla fine Imola torna a meno due. Il sigillo, dalla lunetta, ce la mette Lucarelli, uomo della partita. E sono 50 punti,. Applausi a scena aperta, meritatissimi.
LE PAGELLE
8 Venucci: Ogni goccia di energia del play di San Vincenzo è un tesoretto per la Pielle: cervello, sangue, nervi di questa squadra. Playmaking, palle recuperate alla Arsenio Lupin. E le solite triple che fanno male.
8 Mennella: In attacco ha vissuto serate migliori, ma è sull’altro lato del campo che il numero 3 si fa sentire. Imola lo attacca in post basso, il ragazzo di Campania regge il colpo, e manda seduto sul parquet Gatto togliendogli la “sedia”. Poi il sottomano e la difesa di platino nel finale.
9 Lucarelli: Lustratevi gli occhi, amanti del bel basket. Parte silenzioso, poi il suo secondo quarto è il manifesto ideologico del grande attaccante. Tre triple e una giocata marziana, cadendo all’indietro. E in più, una stoppata siderale su Moffa. 19 punti, 9 su 9 ai liberi. Chapeau.
7,5 Alibegovic: Balla sul piede perno come Roberto Bolle, ed ha mani da pianista. A volte si specchia nella sua bellezza e perde qualche palla banale, ma che importa. 12 punti e 6 rimbalzi.
7 Ebeling: Più tuta blu che abito della festa, cresce come sempre alla distanza, trovando anche la tripla. E la sua presenza a rimbalzio è fondamentale.
6 Gabrovsek: E’ stanco, anche lui è umano nonostante la fibra da Robocop sloveno. Solo 5 punti con 1/7 dal campo, deve tirare il fiato.
7 Donzelli: Granitico, come sempre. In attacco non è ancora fluido, ma dietro quanto lotta, quanto pesa, quanto conta. 5 rimbalzi e 7 punti.
6 Kluychnyk: Ma cosa ha fatto agli arbitri? Chiediamocelo, una buona volta, perchè ogni volta che porta a spasso i sioi 120 chili arriva un fischio contrario. Solo un rimbalzo.
VERODOL PIELLE: Venucci 7, Mennella 7, Lucarelli 19, Alibegovic, Ebeling 10, Gabrovsek 5, Donzelli 7, Kluychnyk 6, Virant, Bonacini, Leonzio.
ANDREA COSTA IMOLA: Raucci 8, Kupstas 14, Chessari 8,Toure 7, Sanguinetti 19, Gatto 7, Thioune, Zedda, Moffa 4, Filippini.











