Una vittoria dai due volti, una metamorfosi che vale due punti pesantissimi. La Pielle Livorno espugna il parquet di Loreto Pesaro con un 64-72 che racconta una storia di sofferenza, riscatto e una difesa finale ai limiti della perfezione. I ragazzi di coach Turchetto confermano di saper soffrire, ribaltando una gara che nel primo tempo sembrava stregata.
L’avvio è da incubo per i labronici. Un parziale di 8-0 a freddo mette subito la partita in salita: la Pielle appare scarica a rimbalzo, imprecisa al tiro e troppo permissiva nel pitturato. Pesaro ne approfitta e chiude la prima frazione avanti 22-15.
Il secondo quarto sembra il preludio al tracollo. I padroni di casa toccano il massimo vantaggio sul +15 (43-28), mentre la Pielle litiga col canestro (la prima tripla arriva solo dopo 16 minuti). A tenere a galla il veliero biancoblù ci pensa un monumentale Donzelli: la sua grinta sotto i tabelloni e i 4 rimbalzi offensivi conquistati permettono di limitare i danni, andando al riposo lungo sul 43-35.
Al rientro dagli spogliatoi la musica cambia radicalmente. La Pielle stringe le maglie difensive e l’attacco inizia a produrre con fluidità. Tre triple in serie riaprono totalmente i giochi (49-48) e un tap-in del solito Donzelli firma il primo vantaggio ospite (57-58).
L’ultimo quarto (iniziato sul 60-60) è un capolavoro tattico. Pesaro trova il canestro con Morandotti in apertura, ma sarà l’ultimo sussulto: la difesa livornese diventa un muro invalicabile, concedendo agli avversari la miseria di 4 punti in dieci minuti. Dall’altra parte, Ebeling sale in cattedra e gela il palazzetto con due triple pesantissime che chiudono i conti.
Il finale di 64-72 premia la maturità della Pielle. Con questo successo, Livorno lancia un segnale chiaro al campionato. Risponde alla vittoria della Virtus Roma nel derby e mette pressione a Latina, impegnata nella difficile sfida contro Imola.
Una prova di forza mentale prima ancora che tecnica, che rilancia le ambizioni biancoblù in vista della volata finale della stagione











