‘Senza’ è la parola chiave di questo sabato pomeriggio amaro come il veleno. Il Livorno è finito in un pozzo senza fondo e la caduta libera prosegue. Squadra senza capo né coda, senza idee, senza carattere. Proprio come nell’ultima esibizione – a Pesaro – amaranto sotto di due gol dopo 7′ e partita in ghiaccio per gli altri. In questo caso l’Ascoli che fa un allenamento sul prato dell’Ardenza in una giornata mortificante che mette a serissimo rischio la panchina di Formisano. Sulla partita è opportuno stendere un velo pietoso. I primi 15′ minuti sono da museo degli orrori. Forse il peggior quarto d’ora iniziale della storia di questo club glorioso che per due volte è stato vicecampione d’Italia, ma che ora viene asfaltato da un nornalissimo Ascoli che ha scherzato la maglia amaranto o meglio, l’oltraggio alla maglia che è stato perpetrato oggi. Finisce 3-0 per manifesta inferiorità del Livorno.
La cronaca è solo bianconera. Per il Livorno si salva il solo Cioffi. Il resto è triste come un piovoso lunedì di novembre.
Nota di merito per i tifosi della curva e per i due striscioni. Uno dedicato al massacro di Gaza, l’altro che ricorda le vittime dell’alluvione del 2017: “Vietate le trasferte per paura d’incidenti, ma tollerate guerre e bombardamenti” e “Nulla impedì al sole di risorgere”.
La cronaca. Al 4’ Ascoli in vantaggio con Curado che corregge di testa un cross proveniente dalla sinistra: tutto troppo facile. Risposta amaranto affidata al destro velleitario di Marchesi dalla distanza. Para facile Vitale. Al 7’ Gori raddoppia e non esulta. Ed è contestazione. 13’ Ascoli vicino al terzo gol con Curado. Stavolta ci mette una pezza Seghetti. Insistono gli ospiti. Cross da sinistra e Seghetti smanaccia. Il primo quarto d’ora del Livorno è semplicemente verogognoso. Squillo amaranto al 16’ con Cioffi che guadagna la linea di fondo, ma il suo tiro cross non è raccolto da nessun compagno di squadra. Al 20’ ci prova il Livorno: cross di Gentile per Di Carmine che di testa da buona posizione manda sul fondo. Al 38’ lo 0 a 3 è cosa fatta. Segna D’Uffizi con un destro al giro ed è una caporetto.
A inizio ripresa fa più notizia la protesta silenziosa che tifosi nord – che lasciano un ampio spazio vuoto al centro della curva – dei cambi di Formisano: via Hamlili, Mawete e Monaco per Odjer, Ghezzi e Baldi.
Al 12’ nel silenzio surreale dell’Ardenza ci prova Marchesi dalla distanza. Para Vitale. Nel frattempo i tifo della curva ripongono gli striscioni in segno di protesta.
Livorno (3-4-2-1): Seghetti; Nwachukwu, Monaco (46′ Baldi), Gentile; Mawete (46′ Odjer), Welbeck, Hamlili (46′ Ghezzi), Antoni; Marchesi (59′ Biondi), Cioffi; Di Carmine (84′ Dionisi). A disposizione: Tani, Ciobanu, Haveri, Calvosa, Marinari, Peralta, Malva, Panaioli, Panattoni. All. Formisano
Ascoli (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Nicoletti, Guiebre; Damiani (71′ Bando), Milanese (71′ Ndoj); Del Sole (46′ Pagliai), Rizzo Pinna, D’Uffizi (71′ Palazzino); Gori (54′ Chakir). A disposizione: Brzan, Barosi, Silipo, Corazza, Menna, Cozzoli, Rizzo, Corradini All. Agostinone (Tomei squalificato)
Arbitro: Gauzolino di Torino
Reti: 5′ Curado, 7′ Gori, 38′ D’Uffizi
Note: angoli 1-4; ammoniti Hamlili, Milanese, Mawete, Cioffi; recupero 3’+5′; spettatori 3.294











