Gol e assist del bomber e gli Amaranto tornano a sorridere
Beato colui che può contare su un giocatore fuori categoria. Beato il Livorno che ha Federico Dionisi, uomo simbolo, capitano, fuoriclasse che in questa categoria insegna calcio a tutti. E’ stato proprio il bomber di Cantalice a spaccare la partita sul campo del Guidonia Montecelio: un gol pazzesco, un assist fantascientifico e tutti a casa. Per il Livorno sono i primi (pesantissimi) punti del 2026, il ritorno al successo in trasferta dopo tre mesi e mezzo.
La partita. Venturato si affida ancora al trequartista – Peralta – dietro Dionisi e Di Carmine. In difesa debutta Falasco. A centrocampo c’è la conferma per Luperini. Tornano nell’undici di partenza Mawete e Marchesi. La partita è bloccata e le emozioni latitano fino al minuto 21 quando Dionisi su calcio di punizione fa lavorare il portiere Avella che sventa volando alla propria destra. Insiste il Livorno. 25’: Hamlili verticalizza per Di Carmine, il cui lob supera Avella, ma non un difensore rossoblù che allontana. La sensazione, però, è che il ritmo degli Amaranto sia compassato, mentre il Guidonia riesce a verticalizzare in modo più rapido. Al 31’ Seghetti deve metterci i piedi su conclusione di Sannipoli da due passi. Al 37’ si rivede il Livorno: cross dalla sinistra di Falasco: colpo di testa si Dionisi e palla sul fondo.
Ripresa. Parte bene il Livorno. Al 3’ ci prova Dionisi con un diagonale destro dal limite. La palla sibila vicino al palo di sinistra di Avella. Altra chance per Dionisi al 9’, ma il suo destro a girare non inquadra lo specchio della porta. La partita sembra bloccata. Il Guidonia talvolta guizza in attacco. Succede anche al 18’ quando Starita segna, ma in chiara posizione di fuorigioco. Capovolgimento di fronte e fantastico gol di Dionisi che di prima in corsa, corregge in porta un suggerimento di Marchesi. Incassato il gol, il Guidonia reagisce: al 25’ Starita di testa non trova la porta. Questo sabato, però, è il grande giorno di Dionisi che al 29’ fa una magia, nasconde il pallone e poi serve un cioccolatino al neoentrato Biondi che deve calciare un rigore in movimento: 2-0! Il resto è accademia. Il Livorno vince per la gioia del centinaio di tifosi scesi a Guidonia con uno striscione di contestazione nei confronti della società. Molto meglio della croce celtica esposta dai supporters di casa: un inno alla stupidità e all’ignoranza.
Guidonia (3-5-2): Avella; Vitturini (78′ Stefanelli), Frascatore, Esempio; Zappella (86′ Spavone), Tascone (68′ Bernardotto), Santoro (86′ Russo), Sannipoli (68′ Tessiore), Viteritti; Zuppel, Starita. A disposizione: Stellato, Marchioro, Mulé, Mastrantonio, Franchini. All. Ginestra
Livorno (4-3-1-2): Seghetti; Mawete (86′ Gentile), Noce, Baldi, Falasco; Luperini, Hamlili (72′ Odjer), Marchesi (92′ Panaioli); Peralta (72′ Biondi); Dionisi (92′ Bonassi), Di Carmine. A disposizione: Tani, Ciobanu, Gentile, Ghezzi, Panaioli, Panattoni, Antoni, Haveri. All. Venturato.
Arbitro: Vailati sezione di Crema
Reti: 65′ Dionisi, 75′ Biondi
Note: angoli 2-5; ammoniti, Falasco, Tascone, Mawete, Esempio; recupero 0’+5′











