Sofferenza per 30′, l’allungo decisivo arriva solo nell’ultimo quarto. Niang MVP
Tre giorni dopo la goleada di tre giorni prima a Newcastle, un Modigliani Forum pieno come un uovo (8033 posti sold out) attende l’Italia per un nuovo banchetto con i Britannici. Non sarà così almeno per 30, faticosissimi minuti. Sotto gli occhi del gotha dello sport italiano (presente il presidente del Coni Buonfiglio, della Fip Petrucci e tutti gli esponenti della scuola livornese degli allenatori da Dell’Agnello a Bechi, per citarne appena due), Banchi manda subito in campo Mannion, Niang, Procida, Tonut e Tessitori. A referto c’è Ricci. Non Diouf. L’inizio è contratto. Mannion in entrata si becca uno stoppone epico. La Gran Bretagna dopo il grande freddo di venerdì con gli Azzurri (-36 a Newcastle) parte con l’atteggiamento sfrontato di chi non ha nulla da perdere. E prova a scappare (2-7) al 3’ prima che due giochi da tre punti di Niang rimettano le cose al loro posto: 8-7. Il parziale si allunga fino al 10-0 fino a 12-7. La GB però non è morbida. E torna subito dentro la partita anche perché gli Azzurri hanno le mani freddine. Mannion non ingrana e Procida non incide. E allora dentro Spissu e Petrucelli. Gli ospiti, però, nel frattempo hanno ribaltato l’inerzia e il punteggio (13-18). L’Italia sta tutta nelle gambe di caucciù di Niang (11 punti, gli ultimi tre buoni per impattare a quota 18). E in parità a 21, finisce il primo quarto. Nel primo intervallo il capodelegazione azzurro Gigi Datome premia Marco Belinelli consegnandogli la maglia dell’Italia numero 154 come le presenze in Nazionale del fuoriclasse di S. Giovanni in Persiceto. Nel secondo quarto lo spartito non cambia. Gli ospiti si mettono a zona e l’Italia fatica. Ed è una fortuna che la Gran Bretagna fallisca almeno 3 triple aperte altrimenti sarebbe andata in fuga. E invece l’Italia si aggrappa ora a Della Valle, ora ad Akele, infine a Mannion e resta in linea di galleggiamento (35 pari) prima dell’allungo che sancisce il 43-38 di metà gara.
Terzo quarto: pronti via e gli Azzurri volano a + 10 (48-38), ma quella di aver scollinato è un’illusione ottica perché la truppa di Banchi pasticcia in attacco ed i non irresistibili avversari tornano a tiro (48-45). Si procede a strappi: non c’è continuità. Altro allungo azzurro: 52-45, ma non basta. Break di 0-5 e tutto di nuovo in discussione anche perché l’emorragia non si ferma ed Ellis dalla lunetta pareggia a 54 e fallisce il libero del soprasso. Insomma: dalla cima del monte, gli Azzurri sono rotolati di nuovo a valle. Una tripla di Flaccadori e una di Tonut puniscono la zona ospite e permettono agli Azzurri di respirare a pieni polmoni durante l’ultimo intervallo (64-59). E’ l’inizio della fine per gli ospiti. Una tripla di Petrucelli spinge gli Azzurri sul + 10 (69-59) e scalda il Modigliani Forum. E’ proprio il ragazzo di Hicksville a segnare i canestri dello strappo. Il punto esclamativo lo mette Mannion con la tripla del +12 a 4’12” dalla sirena (78-66).
ITALIA: Della Valle 10, Spissu 2, Mannion 9, Tonut 5, Flaccadori 5, Tessitori 9, Ricci 2, Procida, Niang 23, Suigo, Akele 6, Petrucelli 13. All. Banchi
GRAN BRETAGNA: Olaseni, Ellis 19, Adamu 6, Nelson 3, Watson-Gayle, Uduje, Belo 7, Yeaboah 4, Hesson 12, Wheatle 15, Akin 4, Williams 5











