di Daniele Marzi
AREZZO (4-3-3): Venturi; De Col, Coppolaro, Chiosa, Righetti; Mawuli (34’st Viviani), Iaccarino (42’st Guccione), Ionita; Arena (16’st Varela), Cianci (34’st Ravasio), Tavernelli. A disp.: Trombini, Galli, Casarosa, Renzi, Gilli, Gigli, Di Chiara. All.: Bucchi.
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Gentile, Noce, Camporese, Tosto (7’st Falasco); Luperini (7’st Biondi), Odjer (35’st Hamlili), Bonassi (7’st Peralta); Marchesi; Di Carmine. Dionisi (11’st Malagrida). A disp.: Tani, Ciobanu, Ghezzi, Vayrynen, Haveri, Marinari, Baldi, Peralta. All.: Venturato.
ARBITRO: Ursini di Pescara (Pilleri-Brunetti); IV°: Manedo Mazzoni di Prato; operatore Fvs: Iuliano di Siena.
RETI: 5’pt Ionita, 38’st Varela.
NOTE: spettatori 6101; ammoniti Camporese, Marchesi. angoli 8-0; recupero: 5’pt; 5’st.
Arezzo. Un Livorno molle e fin troppo arrendevole finisce per recitare la parte di vittima sacrificale nel derby amaranto (anche se nessuna delle due squadre ha vestito il bel colore, coi padroni di casa in maglia nera e il Livorno in bianco) in casa dell’Arezzo che conserva invariate le speranze di promozione dopo una partita in cui la squadra di Venturato ha fatto veramente poco per pensare di impensierire un avversario le cui motivazioni hanno fatto la differenza più della superiorità tecnica, che comunque si è vista.
Inizio timido come sempre nelle ultime trasferte per il Livorno, che parte bene dal punto di vista del palleggio ma poi va sotto praticamente al primo vero affondo dell’Arezzo, che passa in vantaggio dopo un batti e ribatti in area, risolto da Ionita, dopo un’azione avviata da Arena. L’ex Triestina, in predicato anche di venire a Livorno nel mercato di gennaio, supera di piatto Seghetti da posizione favorevole e sblocca subito la gara. I padroni di casa, dopo il gol cercano di alzare ulteriormente i ritmi e specie con Arena provano a spingere per mettere sotto pressione la difesa amaranto che commette i soliti errori di leggerezza e fa fatica a contenere la dinamicità del secondo miglior attacco del campionato. Al 20’ il Livorno si fa vedere dalle parti di Venturi con un sinistro di Bonassi che il portiere aretino para a terra senza grossi problemi. È comunque sempre l’Arezzo a fare la gara, come gli viene imposto dalla classifica e il Livorno, senza grosse pressioni, cerca di tenere botta senza mostrare molte idee quando si tratta di provare ad attaccare per recuperare lo svantaggio. I padroni di casa fanno molta densità, reclamano un rigore (non concesso giustamente neppure dopo la revisione all’Fvs) ma si rendono veramente pericolosi ancora con Ionita, che al 38’ impegna Seghetti con un sinistro forte che il portiere livornese devia in corner. Il primo tempo si chiude sull’1-0.
A inizio ripresa è ancora l’Arezzo a condurre le danze e a rendersi pericoloso sull’asse Cianci-Tavernelli-Arena con quest’ultimo che mette fuori da buona posizione il possibile raddoppio. Venturato prova a dare una scossa inserendo tre giocatori tutti insieme, ma è l’Arezzo a continuare a tenere il pallino del gioco senza abbassare il ritmo. Bucchi toglie Arena, uno dei più apprezzati fino a quel momento, e al suo posto entra Varela, che si posiziona sulla corsia di destra. Proprio il neoentrato si rende subito protagonista poco dopo, quando viene liberato in area da una bella iniziativa di Tavernelli. Il portoghese controlla bene, ma al momento della conclusione trova la pronta uscita di Seghetti, che riesce a respingere e poi a recuperare il pallone. Poco dopo sugli spalti compare uno striscione in ricordo di Morosini: tutto lo stadio si unisce in un lungo applauso, un momento di grande partecipazione che coinvolge anche i pochi tifosi presenti nel settore ospiti. Al 38’ arriva il 2-0 dell’Arezzo con un destro forte e indirizzato bene di Varela che fa secco l’incolpevole Seghetti e consegna di fatto i tre punti ai padroni di casa. Il finale è accademia. Il Livorno, che domenica riposerà, disputerà l’ultima di campionato in casa del fanalino di coda Pontedera con l’obiettivo di fare il massimo. Anche se l’unica speranza per acciuffare la zona playoff (ma poi, con quali speranze e motivazioni?) è legata al destino della Ternana e a cosa faranno le altre squadre nel turno di domenica prossima. Meglio guardare oltre…











