di Daniele Marzi
Dopo una settimana di “Casino totale”, prendendo il prestito il titolo del romanzo di Jean-Claude Izzo, iniziata con il tardivo esonero di Formisano, proseguita con l’arrivo del nuovo tecnico Roberto Venturato e finita con la lite tra il presidente Esciua e Mazzoni (inqualificabile l’episodio dei danneggiamenti alla sua auto), è il momento di tornare a parlare di campo. Non è facile, in questa situazione, ma l’obiettivo principale della piazza deve essere quello di sostenere una squadra che deve assolutamente mantenere la categoria. Il resto conta eccome, ma nell’immediato si può solo pensare a far punti contro il Ravenna. Sulle presunte novità societarie (arriverà davvero un direttore generale? Mah) o sui possibili acquirenti pronti a rilevare il Livorno (ci sono davvero? E quanto sono affidabili? Non lo sappiamo) ci risponderà il tempo, speriamo quanto prima.
Venturato non è uno sprovveduto e sa benissimo di aver accettato la panchina di una squadra in difficoltà, in un ambiente simile a una polveriera pronta a esplodere. Ma per un uomo di calcio, lontano dal campo da qualche tempo, sono proprio queste le sfide più belle da vincere. Per l’ex allenatore del Cittadella parla la carriera: una squadra presa in Serie C e portata due volte a un passo dalla Serie A. Dal punto di vista dell’esperienza, quindi, adesso ci siamo. La squadra è quella che è, e almeno fino a gennaio resterà questa. Certo, diversi ragazzi rimasti in ombra con il precedente allenatore adesso avranno qualche chance da giocarsi, come annunciato dallo stesso tecnico nella prima conferenza stampa prepartita.
Contro il Ravenna, tatticamente, cambierà poco rispetto alle ultime uscite, con la difesa a quattro che appare irrinunciabile. Venturato cambierà qualche interprete ma, con solo due allenamenti a disposizione, non potrà fare magie. Il resto lo dovranno mettere le motivazioni di un gruppo senza più alibi. Contro la capolista di Marchionni i giocatori dovranno tirare fuori orgoglio e cattiveria, qualità che solo a sprazzi si sono viste nelle prime tredici giornate. Iniziare a fare punti da subito è indispensabile. L’impegno è molto difficile, ma certamente stimolante. Anche perché siamo a cinque turni dal termine del girone d’andata e domenica prossima (sempre all’Ardenza) c’è lo scontro diretto con la Torres, altra grande delusa di questa prima parte di campionato. Vogliamo cominciare a onorare come si deve la maglia amaranto?








