Ennesimo morto sul posto di lavoro. Torna al centro della discussione la sicurezza. “Il problema della sicurezza deve essere al primo posto nell’agenda del Governo”. Commenta così il Sindaco Luca Salvetti ricordando ancora quanta strada deve esser fatta:
“Esprimo a nome mio e dell’Amministrazione Comunale cordoglio per la morte dell’operaio deceduto in un cantiere edile in via Piombanti durante le operazioni di carico e scarico di materiale edile.
Purtroppo nell’ultimo anno gli infortuni mortali nel nostro Paese sono aumentati, secondo i dati diffusi da Istat, soprattutto nei settori dell’edilizia. Proprio per questo sono richieste misure urgenti per risolvere questa grave ferita non degna di un paese civile e moderno. Il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere al primo posto nell’agenda del Governo perché evidentemente i provvedimenti adottati non sono sufficienti.
Siamo profondamente addolorati e vicini alla famiglia in questo momento di dolore per la grave perdita subita”.
“Non basta più il cordoglio”. Grida CGIL Livorno e CGIL Toscana nel comunicato diramato nella giornata di venerdì 23 gennaio:
“Ancora una volta un operaicidio colpisce il nostro territorio, riportando con forza e drammaticità al centro il tema della sicurezza. Alla famiglia del lavoratore va il cordoglio della CGIL di Livorno e della CGIL Toscana.
Ma il cordoglio, da solo, non basta più. Non si tratta di una fatalità, ma si dimostra come ancora una volta il lavoro continui a essere, per troppe persone, un rischio quotidiano.
Si muore quando la prevenzione non è pienamente garantita, quando la sicurezza viene ridotta a un adempimento formale, quando i controlli sono insufficienti e quando l’organizzazione del lavoro mette tempi, produttività e profitto prima della tutela della vita.
Nella nostra provincia i lavoratori continuano a pagare un prezzo inaccettabile.
Livorno è la provincia toscana con la più alta incidenza di infortuni mortali rispetto al numero di occupati. Chi lavora ha diritto a tornare a casa ogni giorno, senza dover mettere a repentaglio la propria esistenza per portare a casa il pane.
Ogni morte sul lavoro richiama responsabilità precise che devono essere accertate fino in fondo.
Non è più accettabile continuare a considerare questi eventi come inevitabili: la sicurezza deve essere un valore concreto, praticato ogni giorno e garantito in ogni luogo di lavoro, senza eccezioni.
Non siamo più disponibili ad assistere in silenzio a questa strage continua. Ogni volta che si muore sul lavoro significa che qualcuno ha sbagliato, che qualcosa non ha funzionato, che la prevenzione non è stata messa al centro. E questo deve avere conseguenze chiare, anche sul piano delle responsabilità datoriali, organizzative e istituzionali.
Pretendiamo controlli reali e capillari, investimenti immediati sulla prevenzione, formazione vera, rispetto rigoroso delle norme e un rafforzamento concreto degli organi di vigilanza.
Non accetteremo più ritardi, scaricabarile o dichiarazioni di circostanza.
La sicurezza non è un costo. La sicurezza è un diritto prioritario di ogni persona che lavora!
Finché nei luoghi di lavoro si continuerà a morire, la CGIL sarà presente, denuncerà, si mobiliterà e agirà in tutte le sedi possibili, senza ambiguità e senza arretramenti. Basta morti sul lavoro.
La vita delle lavoratrici e dei lavoratori non è negoziabile e viene prima di ogni altra cosa”
Non meno incisive le parole di Marco Chiuppesi, Segretario Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
“Ancora un morto sul lavoro nella nostra città.
Una tragedia inaccettabile.
Mentre morti e infortuni continuano a falciare lavoratrici e lavoratori, il governo non investe e non fa nulla per migliorare le cose sul fronte della vigilanza e della prevenzione.
Ad esempio la “Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030”, varata a dicembre 2025, si basa su strumenti che si sono mostrati inefficaci come la “patente a crediti” per le imprese, in una situazione in cui gli ispettorati del lavoro soffrono una cronica carenza di organico.
Servono politiche serie per la sicurezza sul lavoro e questo governo si è mostrato non interessato al gravissimo problema.
La federazione di Livorno del Partito della Rifondazione comunista si unisce al cordoglio per la morte del lavoratore”











