di Giorgio Billeri
DANY BASKET QUARRATA: Placinski, Regoli 13, Parini, Mongelli 8, Pierotti 4, Scardigli, Roberto 16, Petrucci 2, Rapetti 15, Anibaldi 14, Machetti, Bertoncin 2.
VERODOL PIELLE LIVORNO: Traini, Leonzio 7, Venucci 2, Gallo 28, Graziani, Sacchetti 11, Tassinari 9, Gabrovsek 5, Donzelli 7, Tortù 8.
E’ difficile spiegare, certe giornate amare. La Pielle inizia il suo campionato con una sconfitta durissima, velenosa, ma meritata. Davvero arduo spiegare la metamorfosi di una squadra che solo pochi giorni da aveva alzato la Supercoppa: la resa del Palacarrara di Pistoia, contro una squadra di bassa classifica come Quarrata, apre una lunga serie di interrogativi. Primo: l’assenza di Ebeling rischia di essere un macigno, perché non esiste un giocatore che sposti gli equilibri tattici come il Tatu. Secondo: puoi essere il roster più forte che ci sia, ma senza la mentalità, la difesa, la voglia di sporcarsi le mani, puoi perdere contro chicchessia, in questo campionato. Terzo: manca l’energia: Quarrata ha corso, saltato, difeso il doppio. Il talento di Gallo, 28 punti, non basta. Quarto: se tiri con percentuali da minibasket (27/66), se sbagli camionate di tiri aperti, se subisci a rimbalzo, se l’avversario segna sempre nello stesso modo, taglio del lungo e canestro, e tu non sai reagire, non puoi pensare di vincere. Questo, purtroppo, è il verdetto del Palacarrara, di una prima giornata di campionato che ha lasciato ammutoliti gli splendidi 500 tifosi che hanno invaso Pistoia. Nessun dramma, la stagione è appena iniziata ma un campanello d’allarme, anche per le condizioni di un Gabrovsek assolutamente fuori partita, deve suonare forte e chiaro in casa piellina.
Pane duro, la serie B. Non esistono partite scontate, se l’energia non è quella giusta. Questione di energia, appunto: Quarrata ne ha da vendere, la Pielle invece sembra svagata sulle palle vaganti e a rimbalzo. Il debordante talento di Gallo, 15 punti nei primi 20’, nasconde le magagne. Ma senza Ebeling e Tassinari alla squadra di Turchetto manca verticalità, presenza a rimbalzo e soluzioni in attacco. Così Gallo mette a ferro e fuoco la difesa pistoiese, ma a parte qualche lampo di Gabrovsek e i liberi di Sacchetti, il gioco latita e gli attacchi non sono mai fluidi. Dal promettente 19-24 del primo quarto, firmato dal talento ex Latina, si passa al 45-38 dell’intervallo lungo, con Quarrata che gioca semplice, penetra e scarica, ma fisicamente è più presente e piazza un parziale di 26-14 che parla da solo e fa scattare l’allarme rosso. La Pielle si lecca le ferite all’intervallo: 13/31 dal campo con 1/10 nelle triple, quattro rimbalzi in meno. Turchetto, all’ora del thè, deve entrare nella testa dei suoi e cambiare l’inerzia della partita.
Il ritorno in campo, se possibile, è ancora peggiorei. Quarrata va sul velluto e trova canestri facili facili, sempre con i back door per i lunghi che la Pielle non sa arginare. Tassinari, in precarie condizioni, cerca di dare la scossa con sei punti in fila, sacchetti trova la prima tripla: segnali di vita della Verodol, che chiude a meno 5 (64-59) all’ultima sirena. Ma la luce non si accende più: errori su errori, difesa morbida, confusione mentale. Quarrata blinda il successo della vita. Per la Pielle è già tempo di profonde riflessioni. E chi l’avrebbe detto…
LE PAGELLE
LEONZIO 5: Una sola tripla dall’angolo, poi tanta confusione e forzature. Giornataccia.
VENUCCI 5,5: Ci mette il cuore, ma stavolta il suo apporto è impalpabile.
GALLO 8: Gioca praticamente da solo. Penetrazioni, triple, di tutto un po’. Non basta una prestazione monstre da 26 punti.
GRAZIANI 5,5: Parte da tre al posto di Ebeling, non lascia traccia.
SACCHETTI 6,5: Esperienza da vendere, gelido ai liberi, altalenante al tiro. Tra i meno colpevoli.
TASSINARI 6,5: Non stava bene, ma Turchetto lo rischia. Sei punti in un amen, poi fatalmente accusa un calo.
DONZELLI 5,5: Malino, stavolta, sia in difesa, dove si fa sorprendere ai tagli dei lunghi quarratini, sia in attacco dove si mangia diversi canestri.
GABROVSEK 5: Chi l’ha visto? Molle, svagato, fuori partita. Che succede?
TRAINI 5: Soltanto confusione.
TORTU’ 5. Parte bene, poi soltanto errori










