Il campionato di Serie A, girone 1 (ribattezzato semplicemente ‘A1’), è composto da 12 e non più da 10 squadre. Aumentano dunque, da 18 a 22 le partite da sostenere per ciascuna formazione. Al termine della regular season, le prime tre accederanno ai playoff promozione (la vincente di tali spareggi che coinvolgeranno anche la miglior realtà della serie A2 festeggerà il salto in A élite), mentre le ultime due scenderanno in A2. La sensazioneè che tante partite saranno all’insegna dell’equilibrio: anche le compagini più attrezzate dovranno sudare non poco per ottenere buoni risultati al cospetto di squadre considerate di seconda fascia. Si preannunica un bel torneo, livellato verso l’alto, con poche gare dal pronostico chiuso.
UN PASSO ALLA VOLTA. Il Livorno Rugby, con la sua fortissima identità labronica, con la sua rosa tutta italiana e compostain modo pressoché esclusivo da giocatori nati e cresciuti nel proprio floridissimo vivaio, è intenzionato ad esprimersi al massimo in ogni singolo incontro, senza effettuare calcoli. Si riparte dal settimo postocolto nell’ultimo campionato. La supervisione di tutte le rappresentative biancoverdi è affidata, per la terza annata di fila, al direttore tecnico Gianluca Guidi, con la conduzione della prima squadra passata nelle mani dei giocatori-allenatori Rocco Del Bono e Antonio Tangredi (che nella stagione scorsa avevano ricoperto le mansioni di vice-allenatori).
FILOSOFIE DIFFERENTI. Questa domenica, alle 15.30, nel quadro della prima giornata della serie A1, il Livorno Rugby riceverà la visita degli Amatori Alghero, la squadra che dopo il quinto posto (a quota 40) nel proprio girone territoriale (quello del nord-ovest) di serie A2 è stata ripescata in A1 nel corso dell’estate. Èquella sarda l’unica compagine di tutta la serie A penalizzata (4 punti), per non aver nella scorsa stagione disputato con la propria rappresentativa under 14 il numero di gare obbligatorie. La realtà isolana è inserita – è evidente -, anche a livello geografico, in un contesto differente rispetto a quello dei livornesi e più in generale differente rispetto ai sodalizi che operano sul continente. Per farla breve: l’Alghero punta quasi tutte le proprie risorse sulla prima squadra, a caccia di giocatori già formati e comunque provenienti da fuori. Una squadra di spessore, almeno a giudicare dai nomi dei componenti della rosa. Differente il progetto del Livorno Rugby, che costruisce i propri giocatori da quando, giovanissimi, nel mini-rugby, muovono i loro primi passi nel mondo della palla ovale.
TIFO PREZIOSO. La Festa Biancoverde – la serata vissuta lo scorso 3 ottobre, nel corso della quale si è svolta anche la presentazione ufficiale della prima squadra – ha pienamente confermato la vitalità di tutto l’ambiente. È auspicabile che tale entusiasmo sia evidenziato anche questa domenica, con supporters caldi ed appassionati aspingere i propri beniamini. Questa formazione, composta da ‘Gente di mare’, da ‘livornesi di scoglio’ e comunque da atleti che vivono la loromaglia come una seconda pelle, merita le simpatie degli sportivi labronici. Sul ‘Montano’, anche grazie all’apporto degli appassionati, ibiancoverdi, nella scorsa stagione, hanno costruito le loro imprese piùbelle. Per ottenere, contro il temibile Alghero, un buon risultato, serviranno tutte le componenti. Pure gli sportivi – più che mai visto e considerato che il Livorno Calcio non giocherà in contemporanea – devonofare la loro parte. Start fissato alle 15:30. Designato l’arbitro Pietro Menga di Bari.
GLI INNESTI. In prima squadra, tra i nuovi, figuranoil pilone-tallonatore figlio d’arte Amedeo Aiello, il terza linea Gregorio Alagna, il terza linea Pietro Calvi, il mediano di apertura fratello d’arte Romeo Celi, il seconda linea Leon Grammatica, il medianodi apertura/estremo figlio e nipote d’arte Cristian Isozio, il mediano di mischia figlio e fratello d’arte Giulio Lenzi ed il centro/ala Alessandro Mesaglio. Tutti giocatori perfettamente integrati con il ‘nucleo storico’. Tutti giocatori – a parte Alagna che è un classe ‘99 –giovanissimi, destinati a rivestire un ruolo prezioso in questa stagione così impegnativa, in un torneo nel quale tutte le 22 partite saranno dure. La sensazione è che spesso e volentieri assisteremo ad incontri decisi sul filo di lana, con i dettagli a far la differenza. Inserie A1 nessuna squadra è in grado di dominare gli incontri dal drop d’inizio al triplice fischio finale. Le forti emozioni sono garantite.











