I Carabinieri della Sezione Operativa del NORM di Livorno, hanno arrestato in flagranza di reato un 30enne campano presunto autore di una truffa perpetrata con la “tecnica del finto carabiniere” ai danni di un anziano livornese.
Nel corso di un servizio svolto in abiti civili, i carabinieri hanno notato un uomo uscire da un condominio del centro con fare sospetto e una busta in mano messa poi all’interno di una borsa. I militari lo hanno seguito e visto salire su un’autovettura risultata poi noleggiata nel capoluogo campano. Dopo essersi diretto verso Pisa, l’auto è stata fermata grazie alla collaborazione di una pattuglia dei carabinieri di Migliarino Pisano. L’uomo è apparso fin da subito nervoso. Dalla perquisizione sono stati trovati 5.000 euro in contanti e 300 grammi di monili in oro aventi un valore di mercato stimato in circa 40.000 euro. Considerate le circostanze e l’impossibilità di giustificare il possesso di tali beni, ritenuto quindi responsabile del reato perpetrato all’interno della palazzina dalla quale era stato visto uscire, il giovane è stato portato nella caserma di viale Fabbricotti per ulteriori accertamenti.
Dallo sviluppo delle indagini, mettendo a sistema i preziosi rinvenuti, i Carabinieri sono riusciti a risalire alla vittima della truffa. La vittima ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato quale carabiniere riferendogli che avevano arrestato due persone a bordo della macchina di suo figlio a seguito di un furto presso una gioielleria del centro cittadino. Il terzo uomo scappato sarebbe stato riconosciuto dalle telecamere come suo figlio.
Il finto carabiniere, e avrebbe dovuto fare un controllo ai preziosi e verificare la corrispondenza con la refurtiva della gioielleria. Circa dieci minuti dopo, si sarebbe presentato alla sua porta chiedendo di mostrargli i gioielli in suo possesso ed il denaro, in quanto dovevano verificare anche la serie delle banconote. Il sedicente carabiniere dopo aver preso sia i gioielli che il denaro contante, si è allontanato riferendo che avrebbe dovuto effettuare le foto per escludere i preziosi dalla refurtiva e verificare le serie delle banconote. Non vedendolo più tornare la vittima ha realizzato di essere stata vittima di una truffa ed ha contattato i parenti che si sono rivolti ai Carabinieri.
Dalle prime indagini sul conto dell’artefice della truffa è emerso che era già stato denunciato per analoghi reati commessi in diverse località italiane. Al termine delle formalità di rito, l’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, mentre il 30enne è stato arrestato per il reato di truffa aggravata e tradotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo la misura della custodia cautelare carceraria.










