Torna sul palco “Vino in Scena” con lo spettacolo che ha inaugurato il progetto: “Il Vino del Diavolo”, in programma sabato 31 ottobre alle 18.45 al Cinema Teatro 4 Mori. Ideato e organizzato da Simone Nannipieri, Serena Cassarri e Claudio Monteleone, il format unisce cinema, teatro, immagini e degustazione per raccontare la cultura enologica attraverso un’esperienza che coinvolge il pubblico e i sensi. La serata accompagnerà gli spettatori alla scoperta della storia delle bollicine, tra intuizioni, personaggi e tradizioni che hanno contribuito a trasformare il mondo del vino. La performance si sviluppa in tre atti, ciascuno accompagnato da un assaggio: dalla Blanquette de Limoux alla nascita e all’affermazione dello Champagne, fino alla tradizione italiana degli spumanti. A guidare il racconto saranno figure come Dom Pierre Pérignon, Madame Clicquot, Giulio Ferrari e Carlo Gancia, protagonisti di vicende in cui ricerca e capacità imprenditoriale hanno segnato la storia enologica. Al centro della narrazione c’è anche un paradosso: oggi simbolo di festa e raffinatezza, le bollicine furono a lungo un fenomeno difficile da controllare. La rifermentazione rendeva instabili le bottiglie, provocandone persino l’esplosione nelle cantine. Da questa imprevedibilità nasce il riferimento al “diavolo” del titolo, evocazione di un’atmosfera che all’epoca appariva quasi inspiegabile. La particolarità di “Vino in Scena” è l’integrazione tra narrazione e aspetto culinario. Gli assaggi sono parte integrante della drammaturgia: ogni calice accompagna unatappa del percorso e permette di ritrovare nell’esperienza sensoriale le suggestioni evocate sul palco. Il progetto nasce per sperimentare un modo diverso di comunicare il vino, intrecciando interpretazione teatrale, immagini cinematografiche e gusto in una performance che coniuga cultura e intrattenimento. La prima rappresentazione aveva coinvolto oltre cento spettatori, dando avvio al format e ai successivi episodi. La replica del 31 ottobre sarà dunque un ritorno alle origini: tre atti e altrettanti momenti di degustazione per riscoprire come un fenomeno inizialmente temuto sia diventato uno dei simboli più celebrati del mondo enologico.











