Comunicato stampa a firma Alessandro Guarducci candidato a sindaco di Livorno
“E’ molto semplice inaugurare una panchina sul lungomare ed è altrettanto semplice farsi belli con poche centinaia di metri di marciapiede riqualificato. Ma appena il livello delle questioni amministrative si alza oltre l’ordinaria manutenzione, la giunta comunale uscente mostra inevitabilmente tutta la sua improvvisazione e la sua incompetenza. Era dunque facilmente prevedibile, purtroppo, che il Piano Operativo Comunale (lo strumento di programmazione attuativo delle previsioni contenute nel Piano Strutturale) sarebbe stata una vetta impossibile da raggiungere per degli esploratori impreparati. Stiamo parlando infatti del principale atto di mandato di una amministrazione, contenente le scelte strategiche e progettuali in materia urbanistica e dunque di sviluppo: come si poteva pretendere che la giunta Pd, che per cinque anni è andata avanti a spot senza alcuna visione d’insieme, potesse improvvisamente riuscire a disegnare il futuro della città di Livorno?”
Di fronte ad una situazione davvero drammatica per Livorno l’amministrazione comunale e il suo socio di riferimento, il Pd livornese, in maniera davvero patetica cercano di scaricare le proprie responsabilità sugli altri: accusano le opposizioni consiliari di ostruzionismo, si lamentano per un vuoto normativo, evocano addirittura un conflitto istituzionale: ma la colpa è solo e soltanto loro, visto che hanno trattato il Piano Operativo alla stregua di una delibera per concedere il patrocinio ad una manifestazione, convinti di avere la forza necessaria di approvare il provvedimento nell’aula consiliare con i voti della maggioranza. Non poteva essere così e chiunque segua le vicende politiche cittadine sapeva con certezza che sarebbe andata a finire in questa maniera.
Il PD, la giunta, il sindaco si sono dimostrati incapaci di comprendere la complessità dell’operazione e incapaci anche di prevedere quella che in una dinamica di dibattito democratico (peraltro in piena campagna elettorale) poteva essere la legittima reazione delle opposizioni: ovvero respingere al mittente un Poc miope, che non crea sviluppo e che non dà nemmeno una prospettiva della città che si vuole realizzare nel prossimo futuro. Preso atto dell’incapacità di questa amministrazione dopo più che comprensibili le preoccupazioni espresse da Confindustria e dalle varie associazioni di categoria: gli imprenditori hanno bisogno di certezze, di un sistema economico e produttivo chiaro, di obiettivi ben definiti, tutti elementi che l’amministrazione di centrosinistra non è in grado di dare. A giugno, se i livornesi daranno fiducia alla Coalizione del Rinnovamento, potremo cominciare a lavorare subito e tutti insieme ad un Piano che possa finalmente dare ricchezza e sviluppo a Livorno nella tutela della salute e dell’ambiente: le forze economiche potranno avere finalmente in noi un interlocutore dialogante e competente.
In conclusione se davvero nei prossimi giorni si dovesse concretizzare lo stop definitivo al Piano Operativo, si consumerebbe un flop politico clamoroso per l’attuale amministrazione. In tale eventualità, chiedo almeno un gesto di dignità al sindaco Luca Salvetti: ha già provocato un danno enorme alla città di Livorno, si dimetta subito”