Comunicato stampa a firma Marcella Amadio, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e capogruppo FdI nel Consiglio comunale di Livorno
“Esprimo la mia totale contrarietà all’iniziativa promossa a Livorno da alcune sigle sindacali, il Comune e la comunità musulmana, relativa all’insegnamento della lingua e cultura araba agli agenti delle Forze dell’Ordine. Un progetto che si vorrebbe far passare come strumento di sicurezza, ma che nei fatti ribalta completamente il senso dello Stato e della convivenza civile. Questa è semplicemente sottomissione culturale
Premesso che ben venga qualsiasi tipo di corso e di formazione aggiuntiva volto ad accrescere le competenze professionali e la sicurezza degli agenti, in questo caso assistiamo a un paradosso inaccettabile: si pretende che siano le nostre Forze dell’Ordine ad adattarsi. Dovrebbe avvenire esattamente il contrario. Chi sceglie di vivere e risiedere in Italia ha il dovere morale e civico di imparare la nostra lingua e di rispettare le nostre leggi. E per chi viene qui, delinque e non pronuncia nemmeno una parola d’italiano, l’unica soluzione deve essere solo una: tornare a casa propria.
È semplicemente inaccettabile chiedere allo Stato di piegarsi non solo alle culture altrui, ma addirittura a chi ha potenzialmente commesso un reato, perché coloro che hanno intenzione di integrarsi nella nostra Nazione lavorando onestamente, sono ben consapevoli di dover conoscere la nostra lingua.
Auspico che ci sia una netta presa di distanza da questa iniziativa di matrice apertamente ideologica.La vera priorità per la sicurezza a Livorno è il controllo capillare del territorio e la tolleranza zero verso l’illegalità, non i corsi d’arabo sponsorizzati dalla sinistra e dalla Cgil.”










