Comunicato stampa a firma Diletta Fallani AVS
“Le indiscrezioni riguardanti la volontà del Ministero dell’Interno di realizzare un hotspot nel territorio livornese sono allarmanti e troveranno la nostra totale opposizione. La Toscana è terra di diritti e di accoglienza, non un laboratorio per politiche di segregazione.” Così Diletta Fallani, Lorenzo Falchi e Massimiliano Ghimenti, consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, intervengono nel dibattito che sta accendendo il litorale toscano.
“L’idea di un centro di identificazione nel livornese non è solo un problema logistico, ma una vera e propria distorsione del concetto di accoglienza. – precisa Diletta Fallani – Mentre la Regione rivendica con orgoglio un sistema basato sulla dignità, il Governo sembra voler imporre strutture che somigliano sempre più a luoghi di detenzione.”
“Il trattenimento fino a tre mesi – prosegue la consigliera di AVS – per procedure accelerate è una misura che calpesta i diritti umani e riduce le garanzie legali per chi fugge da guerre e persecuzioni. Chiamarlo ‘trattenimento’ è un eufemismo inaccettabile: si tratta di detenzione amministrativa di persone la cui unica colpa è cercare protezione.”
“Abbiamo già visto – conclude Fallani – le conseguenze di queste politiche: vite spezzate e una gestione che punta alla disumanizzazione. La sicurezza si fa con l’integrazione e la regolarizzazione, non con i cancelli e il filo spinato.”
“Esprimiamo il nostro pieno sostegno – precisano i consiglieri AVS – alle parole del Sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e del Presidente Eugenio Giani. La Toscana non sarà complice di un sistema che trasforma le città in centri di reclusione.”











