Comunicato stampa a firma Gabriele Cecconi Responsabile Dip. Lavoro PCI Livorno
“Il PCI Federazione di Livorno esprime massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori dei supermercati PAM Panorama colpiti da licenziamenti, sospensioni e contestazioni, sia a Livorno che in altre città. Siamo di fronte a provvedimenti inaccettabili che colpiscono i lavoratori più anziani con tanti anni di servizio, quelli titolari di Legge 104 o che hanno ruoli sindacali. Questa strategia alimenta nelle filiali un clima vessatorio e di paura intollerabile e colpisce pesantemente la dignità dei lavoratori.
Il test del carrello è un’infamia e un meccanismo di controllo costruito apposta per dare all’azienda scuse per licenziare e che crea un clima di insicurezza e sfiducia con inevitabili conseguenze negative per il benessere dei lavoratori. Non sono serviti a niente i tentativi da parte delle organizzazioni sindacali di trovare punti di mediazione e soluzioni.
L’azienda Pam Panorama e la grande distribuzione ormai da anni hanno come scopo l’allontanamento pretestuoso dei dipendenti con più anzianità e tutele per sostituirli con lavoratori giovani, precari e ricattabili.
Le gravi ingiustizie che stanno colpendo il personale dei supermercati PAM Panorama non sono episodi isolati ma si configurano come una pratica strutturale e desta estrema preoccupazione la decisione di chiudere il punto vendita del centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio con la conseguente procedura di licenziamento collettivo per i 45 lavoratori della filiale.
Simboleggia un duro colpo dal punto di vista occupazionale e sociale per un territorio già duramente colpito dai licenziamenti dei lavoratori della ex GKN e dalla strage all’ENI di Calenzano. Nel chiedere il reintegro dei lavoratori colpiti da questi provvedimenti aberranti, non possiamo non lanciare un monito, affinché le autonomie locali verifichino il rispetto dei diritti del mondo del lavoro da chi svolge attività imprenditoriale nel proprio territorio, anche se impresa privata. IL LAVORO È UN DIRITTO E NON UN’ OPPURTINITA’.
SOCIALISMO O BARBARIE”











