di Giorgio Billeri
GENERAL CONTRACTOR JESI: Bruno 13, Toniato, Di Pizzo 6, Arrigoni 20, Pallsson 20, Piccone 14, Nicoli 10, Maglietti 4.
VERODOL PIELLE: Bonacini 5, Venucci 9, Leonzio 21, Mennella 9, Alibegovic 5, Virant, Ebeling 14, Lucarelli 8, Gabrovsek 16, Kouassi, Kluychnyk 6.
Talento. Parolina che, nello sport, divide l’ordinario dallo straordinario, l’ovvio dallo stupore. La Pielle, di talento, ne ha in quantità industriale. E anche nelle giornate in cui la difesa latita, sono talmente tante le varianti offensive da giocarsi sul parquet che, alla fine, la bilancia pende dalla parte livornese, specialmente quando la palla scotta nelle mani. Anche a Jesi è stata una vittoria col cuore in gola, proprio perché l’attenzione difensiva non è stata quella consueta, ma alla fine Leonzio con un ultimo quarto sontuoso, Lucarelli con una tripla pesante come l’uranio, Ebeling con la migliore prova della stagione, hanno imbarcato i due punti sul pullman in direzione Livorno. Nona vittoria su dieci: non sarà ancora una Pielle perfetta, ma alla sua gente basta ed avanza. Citazioni in ordine sparso anche per un Mennella quasi perfetto, per Gabrovsek come sempre chirUrgico, ma tutti hanno portato il suo mattone. 18/30 da due, 38 rimbalzi contro 33 e tredici triple, numeri che parlano chiaro e testimoniano della crescita di questa squadra profondissima, con nove-titolari-nove.
Ricchi premi e cotillons: la sfida del Palatriccoli parte con le bollicine e un punteggio altissimo. Jesi la vuole mettere sul ritmo e sul tiro pesante e mette punti 23 in 10 minuti, grazie soprattutto a diverse penetrazioni ad altissima velocità di Maglietti, Piccione e Nicoli, che la difesa Pielle legge troppo in ritardo. Se Turchetto si arrabbia per qualche difesa pigra, dall’alta parte del campo però l’attacco funziona, con i punti spalmati su sette giocatori, e i lunghi, specie Gabrovsek ed Ebeling che vanno a colpire da sotto dimostrando di avere un tonnellaggio decisamente superiore: 23-24 alla prima sirena.
Le difese? Queste sconosciute. Il secondo quarto fa felici gli esteti, gli amanti del corri e tira, senza che gli attacchi abbiano opposizione alcuna. La Pielle, baciata dalla Dea del canestro, mette sei triple quasi in fila con Gabro, Leonzio, Venucci, Mennella e Bonacini e sembra azzannare la partita (30-40), ma poi, come spesso accade, arriva il piccolo blackout che rianima Jesi: qualche palla persa, un paio di forzature e puntuale controparziale di 8-0, con le triple dell’islandese Pallsson, una sentenza da dietro l’arco, e chi credeva che il match fosse indirizzato si deve ricredere: 46-48 all’intervallo lungo, punteggio altissimo, davvero un unicum per la serie B, con Turchetto che di certo non avrà detto paroline dolci al suoi nell’intervallo. Se la difesa è il marchio di fabbrica della sua Pielle, nei primi 20 minuti davvero non si è vista.
La partita, anche per l’acido lattico nei muscoli degli interpreti, da scintillante si fa bruttina, dura, difficile. Ora le difese iniziano ad azzannare: la Pielle soffre, fatica. Jesi, con il pick and roll, scava un vantaggino di cinque punti sul 63-58, ma a quel punto ecco l’esperienza e la panchina lunga strizzare l’occhio a Turchetto. Una rubata di Lucarelli, due triple fatate di Mennella e si va all’ultimo riposo con la Verodol avanti di tre (65-68).
L’epilogo è un corpo a corpo, una sfida tra Leonzio e Bruno: alla fine la vince l’uomo mascherato, che chiude con 21 punti. Un’altra domenica di gloria, un altro viaggio con il cuore nello zucchero: e la Pielle è lassù.
LE PAGELLE
7,5 Bonacini: 5 punti, ma una regia piena di belle cose. Sta tornando, quatto quatto, il vero Comandante.
6 Venucci: Fino ai tiri liberi della staffa era stata forse la sua partita peggiore. Troppi errrori, palle perse, tiri forzati, Ma quando conta, la mano non trema.
8 Leonzio: La maschera di Zorro. Ultimo quarto da playground, tiri da fuori, slalom e canestri in sottomano. Dopo qualche passaggio a vuoto, torna con 21 punti e i soliti 5/5 ai liberi: in stagione non ha ancora sbagliato dalla linea. Mamma mia.
8 Mennella: Chiamatelo riserva, se vi pare. Ma che giocatore: non solo mette tre triple elegantissime, non solo aiuta in regia ma difende anche da satanasso. Altro acquisto indovinatissimo.
6,5 Alibegovic: Fa ancora un po’ di confusione, ha dei passaggi a vuoto. Ma è un piccolo che quando si avvicina a canestro è davvero difficile da marcare. Anche 6 rimbalzi.
8 Ebeling: Finalmente, ecco il figlio del grande John. Partitone: 14 punti, due triple, otto rimbalzi, stoppate, verticalità. Può essere il valore aggiunto della stagione.
6,5 Kluychnyk: Poche cose, ma buone vicino a canestro, in campo solo 14 minuti.
7, 5 Gabrovsek: Un Bartezzaghi per la difesa di Jesi. Lo chiudi sotto e tira da fuori, lo segui fuori e ti batte dentro. 16 punti, 7 rimbalzi. Una certezza.
7,5 Lucarelli. La tripla dell’84-87 è pesante come l’acciaio. Giocatore di altro livello, che ai punti aggiunge anche rimbalzi, carisma, leadership











