di Daniele Marzi
LIVORNO (4-3-1-2): Seghetti; Gentile, Nwachukwu, Noce, Haveri; Hamlili, Bonassi (23’st Mawete), Luperini (23’st Luperini); Peralta (23’st Marchesi); Dionisi (14’st Antoni), Di Carmine. A disp.: Tani, Ciobanu, Monaco, Baldi, Ghezzi, Odjer, Biondi, Panaioli, Marinari, Panattoni, Malva. All.: Venturato.
JUVENTUS NEXT GEN (3-4-1-2): Scaglia; Turicchia (29’st Amaradio), Gomes, Puche; Cudrig, Faticanti, Owusu, Puczka; Anghelé (43’ Mazur); Guerra, Okoro (29’st Deme). A disp.: Bruno, Fuscaldo, Savio, Brugarello, Vacca, Scaglia, Pagnucco, Martinez, Perotti. All.: Brambilla.
ARBITRO: Castellone di Napoli (Fumarulo-Miccoli) IV: Cerbasi di Arezzo; Op. FVS: Balducci di Empoli.
RETI: 7’pt Di Carmine, 11’pt Puczka, 38’st Guerra.
NOTE: spettatori 2541 (762 biglietti + 1779 abbonati); incasso lordo totale 24.776,78 euro. Espulso al 7’st Nwachukwu per doppia ammonizione; ammoniti Turicchia e Hamlili; angoli 3-5; recuperi: 2’pt; 5’st.
Seconda sconfitta consecutiva per gli amaranto, che con lo stesso risultato dell’andata e con lo stesso risultato di Terni, soccombono all’Ardenza contro una non irresistibile Juve Next Gen. Sul risultato pesa come un macigno l’arbitraggio indisponente del signor Castellone di Napoli, che ha fischiato a senso unico per gran parte della gara e che ha espulso Nwachukwu (per doppia ammonizione) a inizio ripresa per un fallo a dir poco veniale. Non è iniziato bene il 2026 degli amaranto, che adesso, in attesa dei risultati del pomeriggio, rischiano di venire risucchiati in zona playout.
Buonissimo l’inizio degli amaranto, che sono subito propositivi e pimpanti. Al 2’ è già tempo per la prima occasione da gol, con Peralta che fa un gran lavoro e penetra in area servendo Bonassi chje dall’area piccola colpisce rasoterra trovando la risposta miracolosa di Scaglia. Passa un minuto e dopo una grande azione Di Carmine di testa impegna ancora una volta il portiere bianconero. Al 7’ il Livorno la sblocca: lancio dalle retrovie di Hamlili per Di Carmine che sguscia via alla guardia di Puche e trafigge Scaglia con un destro teso imprendibile. Neanche il tempo di gioire che la Juve pareggia al primo affondo: Turicchia disegna un bel cross dalla destra per Puczka, che solo soletto a due passi da Seghetti la mette sul secondo palo per l’1-1. Al 17’ lo stesso numero 7 bianconero, lasciato ancora colpevolmente solo dalla difesa amaranto, prova a far male a Seghetti con un rasoterra neutralizzato in due tempi dal portiere scuola Empoli. La gara è vivace e ricca di capovolgimenti di fronte. Buono l’impatto sulla gara di Luperini, mobile e ben integrato nello scacchiere tattico del Livorno. Col passare dei minuti la squadra di Brambilla recupera metri e campo e il Livorno prova ad agire di rimessa, sfruttando le ripartenze senza però riuscire a creare granché fino ai minuti di recupero quando dopo una mischia furibonda Bonassi e Di Carmine sfiorano il vantaggio.
La ripresa inizia con la discutibile espulsione di Nwachukwu per doppia ammonizione e al quarto d’ora Venturato sacrifica Dionisi per Antoni per rinforzare le linee. Al 16’ è ancora Puczka a rendersi pericoloso con una conclusione a giro da fuori area sulla quale Seghetti risponde presente. Al 18’ la Juve va vicinissima al vantaggio con un cross dalla destra di Owusu che trova la testa di Okoro il quale mette alto da buonissima posizione. Venturato prova a mischiare le carte togliendo Peralta, lo stanco Luperini e Bonassi per Marchesi, Cioffi e Mawete, cercando di cambiare l’inerzia di una gara finita nelle mani dei bianconeri. Il Livorno recupera campo ma a parte una bella ripartenza di Di Carmine non sfruttata da un impreciso Cioffi e una punizione dello stesso ex Napoli calciata alta, crea poco e non impensierisce Scaglia. Al 38’ la Juve ribalta il risultato con Simone Guerra, che dal vertice destro dall’area di rigore supera Seghetti con un tiro a giro imprendibile. Non accade altro, anzi nel finale al termine dei 5’ di recupero assegnati dall’arbitro Guerra sfiora il 3-1 con un sinistro rasoterra che sbatte sul palo esterno. È la seconda sconfitta della gestione Venturato. Occorre correre ai ripari quanto prima per evitare di ricadere nel pericoloso vortice da cui il Livorno, con l’ex tecnico del Cittadella, era riuscito a uscire










