di Daniele Marzi
Quindici giorni di tempo per prepararla, con la consapevolezza derivante da un successo di prestigio contro il forte Arezzo. Il Livorno si è avvicinato all’ultima gara dell’anno, contro il Pontedera, con diverse certezze tecniche in più rispetto al passato e una classifica che, da tranquilla, con un successo potrebbe diventare buona.
Contro i granata di Banchieri, che vengono da un periodo in cui hanno raccolto poco rispetto a quanto dimostrato sul campo, gli amaranto di Venturato sono chiamati a confermare i progressi costanti evidenziati da quando l’ex tecnico del Cittadella ha preso in mano la situazione.
La domenica di riposo è servita per recuperare energie fisiche, anche se dal punto di vista mentale fermarsi dopo un momento positivo non è mai raccomandabile. Il tecnico, alle prese con una fastidiosa influenza, dovrebbe comunque essere in panchina: troppo importante la sua presenza per la squadra, che gioca finalmente serena e consapevole dei propri mezzi.
Il Pontedera torna all’Ardenza dopo poco più di cinque anni, quando, nell’infausta stagione 2020/21, la gara andò in archivio con un non certo indimenticabile 0-0. La sensazione è che quella di oggi sarà una partita assolutamente diversa, per molti motivi.
Venturato pare aver trovato quella quadra tattica che nella precedente gestione era rimasta una chimera, con l’attacco formato da due “vecchietti” che non ne vogliono sapere di andare in pensione, come Dionisi e Di Carmine (che scalpita per il primo gol su azione), supportati dal rigenerato Diego Peralta, altro elemento decisamente in ombra fino a qualche settimana fa. Il modulo non sarà snaturato, con le uniche possibili varianti sugli esterni, visti i recuperi di Gentile e Ghezzi.
Diversa la situazione in casa granata, con Banchieri che deve fare i conti con diverse assenze importanti e con il morale della truppa non troppo alto. Con molta probabilità l’ex tecnico del Novara opterà per uno schieramento con una punta di riferimento (Battimelli) e Nabian e Vitali a supporto. Il Pontedera verrà comunque all’Ardenza per giocare senza timori e provare a conquistare un risultato che potrebbe cambiare il suo campionato.
Starà al Livorno dimostrare di essere più forte non solo sulla carta e giocare con la stessa determinazione messa in campo contro l’Arezzo. Sarà una gara diversa, ma atteggiamento e concentrazione pagano sempre, contro qualsiasi avversario. Poi ci sarà tempo di pensare al mercato, per rinforzare una squadra che adesso può comunque guardare avanti con maggiore fiducia, nella speranza che il 2026 porti qualche certezza in più sotto tutti gli aspetti. Non certo ultimo quello dell’organizzazione societaria, senza la quale non si potrà mai essere ambiziosi come questa piazza merita.








