di Daniele Marzi
LIVORNO (4-2-3-1): Martinez; Mawete, Veseli, Bachini, Rizza; Arrigoni (20’pt Bacciardi), Haas; Malotti (40’st Djidji), Peralta (24’st Di Carmine), Malagrida (24’st Moracholi); Gabbiani (40’st Calabrò). A disp.: Tani, Ciobanu, Gentile, Menarini, Mancini, Marinari, Badoro. All.: Lucarelli.
OSTIAMARE (4-4-2): Vertua; Piroli, Brosco, Cotali, Tesauro; Spinosa, Casolari, Carbone, Wade Papa (30’st Tosku); Tonin (30’st Parigini), Badje. A disp.: Fabiano, Morlupo, Orfano, Buono, Greco, Galastri, Castaldo. All.: D’Antoni.
ARBITRO: Vailati di Crema (Manzini-Pastori). IV: Bortolussi. Operatore FVS: Meraviglia di Pistoia.
RETI: 38’st Gabbiani.
NOTE: spettatori 2614 (1152 biglietti e 1462 abbonati); ammoniti: Spinosa, Bacciardi, Cotali, Haas; angoli 4-3; rec.: 2’pt; 6’st.
Una perla da tre punti di Gabbiani fa ritrovare il sorriso al Livorno, che supera con merito un’Ostiamare non irresistibile ma tutt’altro che arrendevole che vende cara la pelle all’Ardenza. A spaccare in due una partita sfortunata per il Livorno (infortunio ad Arrigoni, due pali e un paio di parate miracolose di Vertua) la rovesciata da campione del numero 9 amaranto che sigla il quarto gol in campionato e si conferma giocatore decisivo.
Mawete torna nel vecchio ruolo di esterno basso, mentre rientra dal primo minuto Diego Peralta. In avanti il terminale è ancora una volta Giacomo Gabbiani mentre Arrigoni si riprende la fascia di capitano e le chiavi del centrocampo assieme ad Haas, anche se la partita dell’ex Cesena durerà neanche venti minuti a causa di una ricaduta dell’infortunio. In panchina si rivede anche Di Carmine che giocherà l’ultima parte di gara.
Nelle primissime battute della partita è l’Ostiamare ad apparire più propositivo, forte di un buon ruolino di marcia esterno. Malotti, uomo più pericoloso del Livorno nell’ultimo periodo, è guardato a vista dai difensori laziali. All’8’ prima occasione per il Livorno con una bella incursione di Haas che scambia con Gabbiani e penetra in area ma anziché tirare da buona posizione cerca di mettere in mezzo per Malagrida vanificando tutto. L’Ostia si affida alla velocità del duo Badje-Wade Papa che sulla destra provano a far male trovando però pane per i loro denti con Rizza e Bachini molto attenti. Al 16’ è proprio Wade che con un rasoterra da posizione interessante ma defilata mette a lato. Arrigoni si fa male dopo venti minuti e deve uscire lasciando il posto a Bacciardi e la fascia di capitano a Peralta. Al 28’ amaranto vicini al vantaggio con nuovo entrato Bacciardi che coglie il palo con una conclusione dalla distanza. Al 34’ una punizione dal limite di Peralta per fallo su Bacciardi – centrale – è facile preda di Vertua. Il Livorno prende campo nel finale di primo tempo ma gli ostiensi si difendono con metodi non sempre ortodossi e Vailati di Crema arbitra all’inglese, tanto che il primo giallo agli ospiti arriva al 39’: se lo prende Spinosa per un intervento duro a centrocampo su Bacciardi.
Il secondo tempo comincia con gli stessi uomini in campo e praticamente gli stessi ritmi del primo tempo. Al 5’ Haas sguscia via alla difesa ospite entrando in area ma concludendo debolmente senza impensierire Vertua. All’11 il Livorno protesta per un atterramento in area dello sgusciante Malagrida – tra i migliori – su cui Vailati sorvola. Poco dopo è Bacciardi dal limite a non centrare il bersaglio dopo aver raccolto una respinta non impeccabile del portiere ospite su conclusione di Malagrida. Il Livorno ci crede e al 14’ Peralta si fa mezzo campo palla al piede, arriva al limite e serve Malagrida che mette in mezzo per l’accorrente Bacciardi che conclude a botta sicura trovando il miracolo di Vertua. La sfortuna si accanisce con gli amaranto che ora dominano e prendono il secondo legno di giornata con Gabbiani che elude la marcatura e scarica un terra-aria dal versante destro dell’area che si stampa sul primo palo a Vertua battuto. Al 18’ si rivede l’Ostiamare con Carbone che conclude a lato su servizio di Badje. Lucarelli prova a dare più peso in avanti inserendo Di Carmine e Morachioli per Peralta e uno sfinito Malagrida. Al 25’ Malotti da fuori costringe il portiere ospite alla deviazione in angolo. Martinez evita la beffa con un intervento prodigioso su Piroli in un momento in cui gli ospiti hanno dalla loro l’inerzia della partita.
Il Livorno la sblocca nel momento migliore degli ospiti con una perla di Gabbiani, che in rovesciata fulmina Vertua dopo un contropiede orchestrato da un inesauribile Malotti. Un gol spettacolare che certifica il valore del ragazzo classe 2006 ex Cremonese. Il finale racconta di una occasione per il ritrovato Di Carmine e di un Ostiamare poco incisiva che non riesce più ad affacciarsi dalle parti di Martinez. Il Livorno ritrova il sorriso e qualche certezza e pur senza riempire a pieno gli occhi come qualche settimana fa dimostra di essere squadra. Per il momento può bastare così.










