di Daniele Marzi
Gli amaranto vogliono i playoff. Grifone in crisi e in ritiro: vietato sottovalutare l’orgoglio ferito degli umbri
Luci accese all’Ardenza. Alle 20.30, l’Armando Picchi ospita una partita dal fascino particolare, tra due squadre che hanno recitato parti da protagoniste nel calcio italiano, anche nella massima categoria. Basti pensare che entrambe sono state vicecampioni d’Italia… Livorno-Perugia non è mai una partita banale, ma questa volta, anche se la categoria rende giustizia al prestigio delle due piazze, è un vero crocevia stagionale: da una parte un Livorno rigenerato che sogna i playoff, dall’altra un Perugia che dopo un momento di lieve ripresa è di nuovo sprofondato nelle sabbie mobili della zona playout e adesso si trova da solo al penultimo posto.
Il Livorno di questo scorcio di stagione sembra aver finalmente trovato la quadra. Il successo di misura contro il Pineto e il pari non brillantissimo ma comunque fondamentale in casa della Sambenedettese, hanno rilanciato le ambizioni di classifica degli uomini di Venturato. Con 35 punti che valgono il nono posto e la zona playoff, gli amaranto hanno un’occasione importante per dare un segnale definitivo al campionato e regalare una serata importante ai tifosi. La forza di questo Livorno sembra risiedere nella ritrovata compattezza del gruppo, come certificato anche dalle parole di Dionisi e Di Carmine, ospiti lunedì sera di Amaranto su Urban Livorno. La squadra ha imparato a soffrire, a gestire i momenti di pressione e a colpire con cinismo, doti fondamentali per navigare con sicurezza nelle acque agitate di un campionato che se nelle alte sfere sembra già deciso, deve ancora delineare con chiarezza la zona playoff e quella playout. Il margine di sicurezza dalla zona a rischio per il Livorno è abbastanza importante, ma guai abbassare la guardia. Quello con gli umbri deve essere ancora considerato uno scontro diretto. In caso di vittoria contro la formazione di Tedesco, casomai, si potrà veramente iniziare a pensare concretamente alla zona playoff. Ma l’aria in casa amaranto adesso è decisamente più distesa rispetto a qualche settimana fa.
Clima diametralmente opposto in casa biancorossa. Il Perugia arriva a Livorno con l’acqua alla gola: il terzultimo posto in classifica (24 punti) e la recente sconfitta interna contro il Pineto hanno spinto la società a chiamare il ritiro punitivo. Tedesco si gioca molto della sua credibilità su una panchina che scotta, in una piazza storicamente esigente che non accetta di vedere il Grifone lottare per non retrocedere. Attenzione però: un avversario ferito e isolato in ritiro può diventare pericolosissimo. Il Perugia ha individualità che, sulla carta, poco hanno a che fare con la bassa classifica, e la necessità di fare punti potrebbe spingerli a una gara di puro agonismo. Inoltre, i biancorossi si sono rinforzati nel mercato di gennaio con uomini importanti, che però ancora non hanno lasciato il segno.
In casa Livorno non dovrebbero esserci stravolgimenti. Il modulo di riferimento resta il 4-3-1-2. Casomai, qualche novità potrà esserci tra gli interpreti, visto che quella col Perugia è la seconda partita del blocco di tre in una settimana che si concluderà domenica 8 marzo a Forlì (ore 12.30) per un’altra sfida chiave. In difesa la coppia Noce-Camporese potrebbe essere riproposta mentre a sinistra c’è qualche possibilità per rivedere Falasco. Davanti, il dubbio è legato al partner di Dionisi, con Di Carmine che farà di tutto per esserci per la gara contro il Carpi del 14 marzo ma che per il momento sta lavorando a parte per recuperare dall’infortunio. Il ballottaggio e tra Vayrynen e Malagrida. Anche a centrocampo novità sicure, come il rientro di Hamlili dalla squalifica.
Servirà una squadra attenta, capace di gestire i vari momenti della partita senza concedere spazio a un Perugia che farà della densità difensiva la sua prima arma. Vincere significherebbe non solo staccare ulteriormente le zone di pericolo, ma proiettarsi con autorità verso la volata finale per il miglior piazzamento playoff.








