di Giorgio Billeri
SCANDONE AVELLINO: Vedovato 12, Jackson 13, Verazzo 10, Frattoni 8, Stefanini 7, Maresca 9, Vecerina 14, Donda 2, Farias, De Blasio, Carullo A..
VERODOL PIELLE: Gallo 10, Leonzio 9, Tassinari 11, Traini 3, Graziani, Sacchetti, Ebeling 10, Gabrovsek 12, Tortù 4, Donzelli 7.
Houston, abbiamo un problema. Anzi due, anzi tre. Dopo Quarrata, la Pielle affonda anche ad Avellino, sul campo di una squadra che lotterà per la salvezza. Lontano dal Palamacchia, questa squadra si perde. Non ha energia, non è lucida. Attacca con fretta, senza logica. Soffre tremendamente sotto le plance, e questo si sapeva per la rinuncia al “cinque”, e spesso si trova a concedere seconde chance agli avversari che le capitalizzano. Le percentuali del palaDel Mauro gridano vendetta, e sono figlie della mancanza di equilibrio. Tassinari, acquistato per fatturare punti, non fa la differenza. Gabrovsek funziona strappi, Ebeling e Gallo i soli da salvare in un pomeriggio davvero brutto. Due sconfitte su due trasferte sono un brutto segnale, di certo non da squadra che deve competere per la promozione. E la gestione di Turchetto, che ruota come sempre tutti e dieci gli effettivi, stavolta non è servita a nulla. 66 punti realizzati con 22/57 dal campo, 11/22 ai liberi, 31 rimbalzi contro 41: cifre che sono sale sulla ferita.
Tirare 11 su 31 dal campo e chiudere all’intervallo lungo sotto di tre è quasi un’impresa. Fortuna della Pielle che Avellino funziona a strappi, e alterna fiammate (Frattoni, Jackson, persino l’ex Caserta Vecerina che non è certo noto come un fromboliere) ad amnesie e palle perse in attacco. Ne vengono fuori due quarti iniziali non certo da Eurolega, in cui la Verodol sbaglia molti tiri aperti e solo la vena di Ebeling tiene la zattera in linea di galleggiamento: 37-34 all’ora del thè caldo, ma Turchetto non è certo soddisfatto, soprattutto dell’atteggiamento, e nell’intervallo non avrà sparso di certo petali di rosa ai piedi dei suoi.
Qualcosa migliora, ma solo in difesa. La Pielle finalmente si sbatte, ma è l’attacco a non funzionare, con scelte spesso affrettate. Gallo trova rtre triple che mantengono la partita aperta (52-51 all’ultimo intervallo), ma è una versione abbastanza grigia della Pielle, con Tassinari assolutamente nullo al tiro e Tortù che forza troppo.
Tassinari, finalmente, firma un parziale che riporta i biancazzurri in vita (63-61), ma lo stesso numero 0 forza il tiro mentre Avellino in un amen firma un parziale per il 70-63 con Vedovato, proprio l’ex di turno, che mette il sigillo sul successo campano. Così scorrono i titoli di corda per una Pielle davvero brutta. Si salva solo il pugno di innamorati che si sono fatti 1.200 chilometri, per niente.
LE PAGELLE
TASSINARI 5: Una fiammata che riporta la Pielle a meno due, poi soltanto errori, anche banali. Bisogna dargli tempo, certo, ma per adesso il grande acquisto dell’estate non ha pagato. 11 punti, ma con 4/12.
TRAINI 5: Una tripla difficile, poi soltanto confusione.
GALLO 6: Almeno lui il cuore ce lo mette. Tre triple nel terzo quarto illudono Turchetto, ma è un fuoco di paglia.
LEONZIO 5,5: Diamogli l’attenuante della febbre che l’ha colpito in settimana. Due giocate delle sue, poi la benzina finisce. Sbaglia due liberi, il che è tutto dire sulla giornata piellina.
GRAZIANI 5: Pochi minuti di gregariato, senza alcun lampo.
EBELING 6.5: Primo tempo di gran livello, con tripla e stoppate. Poi anche la sua autonomia viene meno.
SACCHETTI 5: Rientrava da un infortunio, scena muta anche per il figlio di Meo.
DONZELLI 6: Fa confusione, ma è dovunque e almeno la garra ce la mette.
TORTU’ 5: Parte bene con una tripla, il resto del match è da dimenticare: si spegne coma una candela.
GABROVSEK 6: Qualcosa combina, ma sotto canestro è sempre in minoranza e alla fine cede a Vedovato e compagni.











