di Giorgio Billeri
VERODOL PIELLE: Leonzio 8, Gallo 3, Tassinari 3, Donzelli 2, Gabrovsek, Tortù 12, Sacchetti 6, Graziani 4, Ebeling 9, Traini 5.
LOGIMAN ORZINUOVI: Bedetti 8, Cacace 14, Dellosto, Oxilia 8, Piccone 11, Zilli 3, Minoli, Stefani, Rogic, Venturoli 5.
Lampi di Pielle. Accecanti. Che rischiarano, il cielo di una partita difficile, scorbutica, contro un rivale mai domo che nel finale è tornato sotto, regalando coriandoli di ansia. Verissimo, è basket di settembre, materia ingannevole. Ma i lampi della Pielle del primo tempo hanno immerso nello zucchero i cuori dei quattrocento arrivati a Ravenna. Turchetto l’alchimista, profeta del basket liquido e senza ruoli, porta a casa ,la finale di Supercoppa, domani sera alle 21. E sorride, pensando alla partita: 20 minuti perfetti, una ripresa meno scintillante ma sempre in controllo. E la sensazione di una potenza di fuoco inusitata per la serie B, con dieci giocatori (undici con Venucci) che hanno tutti punti nelle mani e talento di un’altra categoria. Resta una seconda parte meno scintillante, sulla quale lavorare.
Il basket liquido di Turchetto, l’alchimista che mischia quintetti e divide minuti e fatica per i suoi dieci-titolari-dieci. Un basket senza ruoli fissi, senza lunghi, una specie di Olanda anni Settanta, ci scusino gli Dei del calcio, dove tutti sapevano fare tutto e non davano mai punti di riferimento. La rinuncia al cinque di ruolo porta questa squadra a correre, ad accelerare, a trovare tiri rapidi, con quella tonnellata di talento offensivo. E poi quella difesa allungata, dai cambi vorticosi, che obbliga l’avversario all’ansia del tiro difficile, fuori equilibrio. Questa è la scommessa filosofica della Pielle 2026-27, vedremo se sarà un azzardo.
I primi 20’ della Pielle sono stati impressionanti. Un dominio, una dittatura. Dominio nelle scelte, nella reattività atletica, nel trovare sempre il tiro giusto, nell’aiutarsi a vicenda. Gabrovsek senza rivali sotto canestro, Sacchetti a dispensare saggezza, Tortù imprendibile (anche un’azione da quattro punti), Ebeling un muro, Graziani l’agente speciale che fa sempre le cose giuste, Tassinari che quando si accende è una sentenza di Cassazione. Orzinuovi ci capisce poco, ma ha talento (Oxilia, Cacace, Piccone) e in qualche modo all’intervallo lungo riesce a non affondare (42-29).
Bassi, coach lombardo, decide che è tempo di sporcare la partita. Difesa ai limiti, mani addosso: la Pielle smarrisce i lustrini, forza qualcosa nella tonnara. Orzinuovi torna a farsi vedere negli specchietti, anche se Traini e Leonzio tirano fuori dal cilindro canestri di purissimo talento: 60-51 all’ultima sirena. Gabro firma lo strappo, ma la Logiman non si arrende, torna sotto sul meno 6. Ma la chiude Leonzio, e chi altrimenti.
LE PAGELLE
LEONZIO 7: 3/11 dal campo, ma è sempre Ennio a impugnare la pistola fumante per chiudere la partita. Una tripla irreale con bacio al tabellone.
GALLO 6: Deve lavorare per artigliare il timone del veliero piellino. Diversi errori, ma anche una tripla che ricaccia indietro Orzinuovi. Ha doti immense, va aspettato.
TASSINARI 6,5: Confusione, certo, ma anche qualche sprazzo di grana finissima, vedi assist immaginifico che Donzelli converte in schiaccione.
DONZELLI 6,5: Mette il corpaccione ovunqie, difensore sommo. E in attacco, come sempre, fa il suo.
GABROVSEK 7: 13 punti, quando serve la sua stazza da numero quattro non è arginabile dagli avversari. Riparte da dove aveva finito: il vento della Slovenia è irrinunciabile.
TORTU’ 7,5: Il migliore. Giocatore multidimensionale, un coltellino svizzero che puoi usare per tutto. Ha mano di seta da due e da tre e sotto si fa sentire.
SACCHETTI 6,5: La coperta di Linus: se la palla scotta, citofonare Brian. Mano fredda da tre, ma dalla lunetta fa percorso netto, sa passare la palla come nessuno: un professore.
GRAZIANI 6,5: L’agente scelto di Turchetto. Si vede poco, ma sa davvero fare tutto, è grosso e agile, e ha coraggio. Sarà utilissimo.
EBELING 7: Triple, stoppate, presenza fisica. Il figlio di John in serie B è una fuoriserie.
TRAINI 6,5: Effetti speciali. Una tripla con capriola annessa e un canestro in caduta. Basta?







