Il testo dell’emendamento:
EMENDAMENTO AL REGOLAMENTO SUL GARANTE DEGLI ANZIANI La presente proposta di emendamento è finalizzata a rafforzare i principi di autonomia, imparzialità e indipendenza che devono caratterizzare la figura del Garante dei diritti degli Anziani, introducendo una specifica incompatibilità per i soggetti che ricoprano incarichi direttivi o di rappresentanza in partiti politici, organizzazioni sindacali o associazioni di categoria. Tale impostazione mutuata da quanto già previsto nell’ordinamento italiano sia per le Autorità indipendenti sia per i Garanti (a titolo esemplificativo: Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Garante per la protezione dei dati personali, AGCOM, AGCM, ARERA, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Garante dei diritti delle persone con disabilità), nonché ricettiva rispetto alle Linee guida emanate da ANCI in materia di Garanti territoriali. All’articolo 2, comma 3, dopo le parole: “È altresì incompatibile con cariche pubbliche elettive.” aggiungere il seguente periodo: “e con la partecipazione ad organismi dirigenti nazionali, regionali, provinciali o comunali di partiti, movimenti politici, organizzazioni sindacali o associazioni di categoria.” I CONSIGLIERI Marcella AMADIO
La dichiarazione di Alessandro Guarducci sul voto contrario all’emendamento in consiglio comunale presentato da Alessandro Perini e Marcella Amadio (Fratelli d’Italia) sul regolamento Garante Anziani
“In questi due anni ho sempre votato a favore degli atti presentati dalle forze di centrodestra, del quale sono stato orgogliosomante candidato sindaco, anche quando nutrivo dubbi o quando alcune scelte non mi convincevano pienamente. L’ho fatto per senso di responsabilità, per rispetto degli impegni assunti e per lealtà verso un progetto comune che ritenevo più importante delle posizioni individuali.
Ma oggi sento il dovere di dire basta. Dispiace ed è grave che una parte della destra abbia tentato di mettersi di traverso all’atto da me presentato con un emendamento che ha un nome e cognome ben preciso e che voleva colpire Forza Italia.
Ho votato contro questo emendamento perché non posso più condividere una politica fatta di ripicche personali, rancori, egoismi, accuse volgari e sospetti continui. Una politica autoreferenziale, che non guarda al bene comune e perde di vista il valore fondamentale del gioco di squadra, che significa anche saper rinunciare a qualcosa di personale per il bene collettivo.
Questi comportamenti non rafforzano l’alleanza di centro desta: anzi, la condannano alla sconfitta in perpetuo. E io questo non posso accettarlo.
Per questo oggi voto no. E da oggi, nella mia piena autonomia e libertà di opinione, scelgo di tirarmi fuori da questo fallimentare contesto anti-politico: resterò all’opposizione, ma a questo punto senza vincoli di coalizione, e continuerò ad esercitare il mio ruolo con coerenza, dignità e responsabilità nei confronti dei cittadini di Livorno”











